giovedì 6 maggio 2010

Sallusti vs D'Alema

"Se Berlusconi avesse dette quelle cose a un giornalista di sinistra, ci sarebbe la categoria in sciopero", dce Salustio dpo il abttibecco con D'Alema.
Sono sicuro che il condirettore del Giornale ha provocato D'Alema avvicinando la vicenda affittopoli a quella di Scajola impropriamente: una cosa è l'equo canone altro 900 mila euro per la casa del ministro...
Se uno cerca lo scontro ne paga le conseguenze; assurdo che poi si chieda dov'è l'ordine dei giornalisti uno che ne vorrebbe l'abolizione e che dirige un giornale che non vaderisce agli scioperi della categoria.
Infine mi chiedo se non rispondere ai giornalisti come ha fatto Scajola sia meno grave di rispondere ad una povocazione più che ad una domanda come ha fatto D'Alema. (Ma guarda un po' se mi tocca difendere D'Alema che coi giornalisti ha avuto le uscite più odiose che si ricordino...).

domenica 18 aprile 2010

Precari

I giornalisti precari della Campania si organizzano, saranno in rappresentanza anche al festival del giornalismo di Perugia
Per entrare in contatto:

giornalisti-precari-campania@googlegroups.com

venerdì 16 aprile 2010

Palazzo Grazioli live

I venticinque lettori del mio blog sanno quanto mi appassioni la web tv che considero una Tv "aumentata", quindi stasera segnalo la diretta web sul Corriere in occasione del vertice del pdl a palazzo Grazioli. La ritengo interessante innanzitutto perchè è senza commenti, come certi servizi di Euronews, tutta "effetti", con le dichiarazioni raccolte al volo della web cam. Diversa questa diretta dalla tv all news che coprono lo stesso avvenimento (solo a tratti) e dalla scelta de la Repubblica di uno speciale da studio. Il mezzo è agile ma si muove un po' goffamente (il collega non credo che possa manovrare la camera e fare domande) e serve sostanzialmente agli addetti ai lavori, tuttavia fa un grande effetto di "urgenza", di "tensione", costruisce un clima di aspettativa che drammatizza il pomeriggio (la diretta è in onda dalle 15).

Non male anche i comenti colti al volo dai colleghi che stazionano davanti a palazzo Grazioli....
Mi piace la scritta in sovrimpressione "in questo momento"
In diretta anche le operazioni di filtraggio all'ingresso
In diretta in questo momento anche la conferenza stampa

I contadini di Lyddington

Per scrivere e spedire questa nota mi sono sentito come un contadino della contea di Rutland,vicino Birminmgham. O almeno come doveva sentirsi quel contadino fino a ieri. Infatti nella sua contea, in particolare nel paesino di 200 abitanti di Lyddington, dall'altro giorno hanno una broadband a 17,43 megabyte, mentre io ho dovuto ricorre ad una chiavetta e trovare una posizione adeguata a cogliere una zona coperta per potermi collegare, come accade a Pantelleria con i cellulari. Quel contadino con altri 199 colleghi si è pagato con 25 mila sterline il servizio. I contadini che vivono a 70miglia da Birmingham si sono autofinanziati la broadband. Insommma siamo in una fase nuova, come dice Massimo Sideri sul Corriere della Sera di ieri, C'è esigenza di connettività anche in aree marginali (anzi sopratutto in quelle aree) e ci sono investimenti scadenti non solo in Italia in connettività. Si fanno affari con ciò che passa sulle reti e non con le infrastrutture e la connessione (dallo scavo, alla posa dei cavi diventa non un problema di Google ma delle società municipalizzate). Tutto ciò mi ricorda il tema dell'acqua pubblica e le guerre sugli oleodotti...

martedì 13 aprile 2010

Pulitzer a un sito internet

Per la prima volta il premio Pulitzer per il giornalismo investigativo è stato assegnato a una testata online senza scopo di lucro, ProPublica.Roba tosta, sull'Uragano Katrina,con una formula sostanzalmente sconosciuta all'Italia:un sito investigativo che essendo finanziato da donazioni, non ha bisogno di far soldi e rimane indipendente.

venerdì 9 aprile 2010

Minacce a Rega

Nei giorni scorsi una busta contenente due proiettili e una
lettera con minacce di morte è stata depositata da persone non identificate,
a Potenza, sullo zerbino davanti alla porta della casa del giornalista di
Televideo Rai Nello Rega, autore del libro «Diversi e divisi», sulla
convivenza fra cristiani e islamici.
Da tempo Rega è minacciato e ha ricevuto quasi dieci proiettili, in varie
buste: il 27 novembre scorso una testa di agnello fu lasciata nella sua
automobile, in sosta vicino alla sua casa di Potenza: «Sono sempre più
disperato - ha detto il giornalista all'ANSA - e sempre più solo e
abbandonato. Sono in viaggio per presentare il mio libro da solo,
terrorizzato, e nessuno fa nulla per aiutarmi».

Elogio della notizia

Un pezzo sulla cravatta di Tosi all'incontro con Napolitano, uno di Ermanno Olmi sui contadini dell'antica Roma, un terzo sulla tenuta con cavalli sequestrata ai Casalesi e un altro ancora che parla del battesimo ai bimbi "vittime" della Ru 486 e un altro ancora sull'acqua che torna ai cittadini di Aprilia dopo la battaglia antiprivatizzazione. In pochi minuti di osservazione dei principali quotidiani italiani si scoprono piccole e grandi notizie, dettagli di cronaca e squarci sulla nostra cultura che credo nessuna navigazione in internet - nello stesso lasso di tempo e con la stessa facilità - potrà mai consentire.Insomma mi pare che i siti dei giornali si siano appiattiti sulle agenzie e i giornali di carta continuino ad offrire letture trasversali, iustapposte, a volte confuse, ma vivaci e con tante sfaccettature da rendere ancora plausibile il gesto dello sfogliare (e dello scrivere).
Non sono nostalgico, parlo dei contenuti: i giornali fanno contenuti, comunque e in ogni caso. C'è gente che ci lavora, mentre nei siti non ce n'è. Mi pare che la differenza la fa ancora il giornalista.

p.s. i giornali citati sono Corriere, Repubblica, Mattino, Manifesto

Giornalisti coraggiosi: Ostellino

Ma guarda tu se uno come Ostellino, che ho sempre visto come un grande studioso, osservatore di fenomeni, analista politico finissimo, si doveva mostrare all'improviso come un pasdaran o un ultrà. Sarà che discuteva della Juventus e delle nuove intercettazioni (si tratta di una società che in tribunale briga per far condannare i manager, smentita quando il giudice manda prosciolti Moggi e Giraudo), ma la verve di questo grande giornalista merita rispetto a confronto della codardia di tanti reporter di oggi. Ostellino ieri sera s'arrabbiava per la leggerezza con cui quattro anni fa si affrontò la vicenda Calciopoli nelle redazioni dei giornali, e sopratutto la lettera al Corsera in cui John Elkann parlava, tre giorni fa, di questione morale commentando i fatti della sua società di calcio. Ostellino si indignava a Radio 24 dicendo del capo della Fiat e delle sue considerazioni: "A fessa mmano e criature!!!". Coraggioso solo per una frasetta in vernacolo napoletano che è poco più che una battuta? Ebbene sì, anche per fare una battuta su Elkann in questo Paese, se non sei Grillo, devi aver fegato.

giovedì 8 aprile 2010

Vasco e i libri

Cinquantamila euro l'anno, è l'investimento nella free press di Vasco Rossi. La rock star crede alla rivista Satisfiction di Giampaolo Serino che viene distribuita gratuitamente in 60 mila copie nelle librerie italiane. Una rivista di nicchia che si occupa solo di libri: Vasco che è un lettore seriale ci ha creduto...

mercoledì 7 aprile 2010

E i giornali per posta?

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 75 del 31 marzo 2010 è stato pubblicato il
decreto che sospende sino a fine anno (salvo il ripristino in caso di
"sopravvenuto accertamento di disponibilità finanziarie") le agevolazioni
sulle tariffe postali sostenute nel settore editoriale.
In epoca di web tv e di giornali su ipad non paia una bizzarria la difesa dei giornali che si spediscono via posta tradizionale. Sono tanti, piccoli, di nicchia. Conosco editori che sono nei guai e si tratta di voci di associazioni professionali, religiose, di volontariato e del settore economico. Il loro lettorato "vuole" (come qualsiasi lettore abbonato ad una rivista di arredamento o di moda) la propria copia nella cassetta postale. E lo specifico di certe riviste è proprio la spedizione per posta: un rito? No, è il loro dna.
E' un problema anche dei grandi gruppi che avranno così un altro motivo per lamentarsi, ma i piccoli sono quelli che soffriranno davvero...

venerdì 19 marzo 2010

Tv e Authority

Franco Debenedetti fa la storia della Tv e dell'Autorità di controllo in Italia, oggi sul Corsera (http://rassegnastampa.mef.gov.it/mefnazionale/View.aspx?ID=2010031915247772-1). Ecco il passaggio centrale: "i progressisti non resistettero alla tentazione di approfittare dell'occasione per chiudere la partita con Berlusconi, o almeno di presidiare il campo con robusti paletti. Senza ascoltare chi chiedeva di isolare e risolvere con mezzi politici una questione tutta politica, pensarono di fame una questione regolamentare, così inquinando l'una e non risolvendo l'altra. Vollero che l'Autorità delle telecomunicazioni avesse competenza anche sulle tv. Così la legge restò monca, e si creò un caso unico nella storia delle autorità di regolazione: mentre esse vengono progettate per evitare di essere catturate dal regolato, questa è stata da alcuni voluta apposta per catturarlo. Metaforicamente, s'intende".

giovedì 18 marzo 2010

Safran Foer, se niente importa

Jonathan Safran Foer, quello di "Ogni cosa è illuminata" e di "Molto forte, incredibilmente" - ci aveva abituato a romanzi-inchiesta o inchieste-romanzo. A partire da storie che sono patrimonio del nostro mondo (dal nazismo all'11 settembre), ne ha ricavato vividi ritratti di uomini e culture.
Oggi con "Se niente importa", ripropone la formula di una inchiesta giornalistica che è narrata in forma-romanzo dopo incursioni che gli hanno consentito di raccogliere abbondante documentazione sul mondo della produzione della carne (dall'allevamento, alla macellazione, alla vendita del prodootto). I danni alla salute e all'ambiente sono inenarrabili e la fluidità del racconto - che parte come sempre dal dato biografico - rende riconoscibili tic & tabù di cui ognuno ha esperienza: la dalsa convinzione che carne faccia bene, il retaggio dell'iperalimentazione degli anni del boom, il disinteresse per il "cosa" c'è dentro ai cibi industriali. Ho creduto fino a giovinezza inoltrata che i cibi prodotti in fabbrica fossero migliori di quelli fatti in casa. Per capire che siamo agli antipodi, solo adesso. Le bruciature dei biscotti, i microdepositi di metalli ceduti dai forni, le manipolazioni, per non dire del geneticamente modificato, sono stati parte della nostra dieta di figli del boom economico dagli anni Sessanta in poi.
Safran Foer mi ricorda molto Saviano, ma anche gli scrittori-narratori-viaggiatori come Terzani o Kapuscinski (nonostante le biografie che di quest'ultimo vogliono demolire il mito). E mi pare una delle lezioni più interessanti di letteratura o di docufiction, o di giornalismo tout court dei nostri anni.

venerdì 12 marzo 2010

Masturzo, Napoli 1980

Con il collettivo fotografico Kairos di Napoli, Pietro Masturzo mi pare uno dei più interessanti connubi tra impresa e qualità in campo fotogiornalistico. Che il tutto nasca a Napoli è un orgoglio per tutti noi. A Pietro - che è 1° premio del World press photo -, i miei auguri (andatevi a vedere le sue foto).

Rai Napoli, che rabbia per quei giudizi politici

Incredibile come la politica sia capace di distorcere il senso del nostro lavoro. Come è possibile aggredire i colleghi del Tg Campania collegando capziosamente due trasmissioni completamente diverse come una tribuna elettorale e un notiziario? La spiegazione sta nelle parole di Zavoli che ha detto che alla Rai manca solo il filo spinato, per descrivere la situazione di controllo spropositato e illogico che i partti intendono mettere sul lavoro dei giornalisti.
Credo che il clima che si respira in quell'azienda - emerge dalla lettura delle intercettazioni di oggi Berlusconi-Minzolini - la dica lunga sui livelli di democrazia e libertà di questo Paese. Non ci sono reati da perseguire, si dice, se la situazione si legge con il codice penale alla mano. Ma se è il codice morale contasse qualche volta, i reati contro l'intelligenza dei telespettatori e contro la professione giornalistica sono all'ordine del giorno.

Fini: flessibili precari

12 MAR - Mentre, accompagnato dall'editore Andrea Riffeser Monti, concludeva la sua visita alla mostra sul 'Carlinò, Gianfranco Fini è stato avvicinato da due rappresentanti del 'Free-Ccp', il coordinamento emiliano-romagnolo dei giornalisti precari e free-lance. «Il vostro è il classico esempio della flessibilità portata agli estremi», ha risposto Fini alle due giornaliste: «Voi siete molto sfruttati, tutti conoscono la vostra situazione», ha aggiunto Fini. Poi ha invitato il coordinamento a Roma: «Mandatemi tutto via email, così vi ricevo alla
Camera». (ANSA).

Mentana condicio

Mentana condicio mi pare che sia l'uovo di colombo e dopo che il tar ha dato ragione a chi sosteneva che la faccenda non poteva andare avanti così, si sono aperte le cataratte e stasera la commissione servizi e prodotti dell'autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha annullato il regolamento sulla par condicio emanato per le Tv private (proprio in in seguito alla sospensione del tar delle disposizioni sui programmi di informazione).
Ma l'occasione di utilizzare il web per le dirette di incontri politici, a cominciare da quella che ci sarà in Campania tra Caldoro e De Luca (in campo neutro in una giornata organizzata dall'ordine dei giornalisti), credo che non vada sprecata: come dice Aldo Grasso sul Corriere, Mentana Condicio rimarrà nella microstoria del giornalismo italiano.

giovedì 4 marzo 2010

A (ri) proposito di digitale

"La Federazione Nazionale della Stampa è pronta per una mobilitazione in favore di radio, tv e agenzie di settore, giornali italiani all'estero e testate dei consumatori. Un gruppo di soggetti editoriali pesantemente colpiti dai tagli dei fondi pubblici ripristinati invece - nel decreto milleproroghe - per i giornali no profit, di partito, cooperative e quelli gestiti da minoranze linguistiche.
E' l'ennesima puntata di un lungo braccio di ferro riguardante il diritto soggettivo alle risorse, eliminato dalla Finanziaria, e poi reintrodotto in extremis dal milleproroghe".
Bisognerebbe ora mobilitarsi per attivare i fondi destinati alle reti digitali e sopratutto per consentire che lo switch off dall'analogico al digitale sia accompagnato da un adeguamento anche dei palinsesti e dei piani editoriali delle imprese coinvolte.
La rivoluzione digitale passa innanzitutto per una rivoluzione di contenuti. Qui si moltiplicano i canali -la tecnologia lo consente - ma le imprese editoriali non investono né in tecnologie né tantomeno in personale (giornalisti, programmisti e tecnici) in grado di riempire di contenuti i nuovi canali che si rendono disponibili. I concessionari finiranno solo per diventare mercanti di nuovi canali? Attenti a protestare e a chiedere benefici per i piccoli pirati dell'etere.


E a proposit di contenuti, oggi la Fnsi denuncia:" Sono arrivati tagli alle emittenti locali dei fondi per le spese elettriche e per gli abbonamenti alle agenzie. In piu' sono state decurtate del 50% anche le risorse all'editoria all'estero".
Come dire, ancor meno materiale a disposizione di chi fa informazione.

a proposito di digitale

100 Mb a 100 milioni di americani: il piano dell'amministrazione Obama colpisce più di ogni progetto che riguarda le energie verdi. Le ricadute su Energia, Sanità e Istruzione di un piano che porti la banda larga dappertutto sono straordinarie.
E lo capiscono anche a Google dove si sono accaparrati a prezzi da fine stagione le reti mondiali di fibra ottica dalle Telecom in crisi. Conosco un'azienda in Campania, si chaiama Alcatel Lucent, che sta per essere svenduta insieme ai dipendenti (qualcosa come 200 ingegneri) nonostante produca tecnologia proprio per le connessioni in fibra ottica. Alcatel trova più conveniente, in una logica economica spietata ma stringente, investire dove sono in corso piani di infrastrutturazione piuttosto che rimanere in Italia a produrre impianti che dovrebbe solo esportare con costi maggiori. Per le comunicazioni digitali ci sarebbero 800 milioni di euro nei piani del governo italiano, ma vincoli di ogni tipo impediscono che vengano spesi.

mercoledì 3 marzo 2010

I guasti della par condicio

La Par Condicio - il termine sarebbe stato inventato da Oscar Luigi Scalfaro un giorno d'estate sul lungomare di Ancona - colpisce ancora. Niente trasmissioni di approfondimento e minuti contati per tutti in Tv in prossimità di elezioni. Ma un occhiuto funzionario dell'Amministrazione provinciale di Avellino ritiene che la par condicio vada applicata finanche ad una sala (il Circolo della Stampa che gestisce l''ordine dei giornalisti della Campania). Cosicchè, quando un'associazione culturale ha chiesto ad un certo numero di candidate (tutte donne) di confrontarsi su una serie di temi di interesse sociale, nella sala - è stato detto loro- che non si poteva accedere, dato che in periodo elettorale va destinata ad altro o comunque alla partecipazione di tutte le forze politiche: per par condicio. Così il dibattito è stato trasferito nella sede del convitto nazionale. Inutile dire che mi pare assurdo che in un altro luogo sia consentito ildibattito e al circolo della stampa,no. Ma al di là del caso specifico (in se risolvibilissimo, si trattava di scavalcare il funzionario troppo scrupoloso), quel che fa paura è l'idea che la par condicio oggi pare sia applicabile a tutto. E l funzionario che non voleva problemi o voleva far piacere (o dispiacere) a qualcuno se n'è immediatamente appropriato.

(a proposito,il convegno su le donne e la poltiica si è fatto comunque)

martedì 2 marzo 2010

Precari in Campania

Siamo a oltre cento giornalisti precari a Napoli, ma direi che il numero raddoppia se si assume come riferimento l'intera regione. E se non si distingue tra professionisti e pubblicisti il fenomeno appare un'onda senza possibilità di fermarsi.
E intanto il digitale terrestre promette di fare nuove vittime tra i colleghi delle tuv locali...



Napoli 26 febbraio 2010. Un questionario per fotografare la realta' del precariato in Campania, un mini-documentario interpretato da giornalisti, testimonianze e storie di cronisti senza contratto. E' partito cosi', a Napoli, il Coordinamento giornalisti precari della Campania. Un centinaio di partecipanti, si legge in una nota, ha preso parte alla prima assemblea pubblica del Coordinamento. Presenti, all'evento, promosso negli spazi della libreria 'Ubik', il presidente dell'Ordine dei giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli; il presidente dell'Assostampa Campania, Vincenzo Colimoro; il presidente dell'Unione Cronisti campani, Renato Rocco e il consigliere del Corecom Campania, Gianni Russo, tra gli altri L'indagine condotta dal Coordinamento, su un campione di oltre cento giornalisti, ha portato alla luce una realtà drammatica: il 36% degli intervistati non percepisce nemmeno un rimborso spese, il 37% non guadagna piu' di 500 euro al mese. Soltanto l'11% degli intervistati risulta contrattualizzato, il 66% risulta ''abusivo'' o con collaborazione ''a progetto'', mentre il 23% del campione risulta disoccupato.Dal dibattito e' emersa la volontà di costituire un'associazione che raccolga le istanze e formalizzi proposte operative per aiutare i colleghi che si affacciano a questa professione e supporti i professionisti con sportelli informativi, seminari e approfondimenti sul giornalismo. Ordine e sindacato hanno dato piena disponibilità ad instaurare un dialogo e una collaborazione con la nascente associazione. Il coordinamento e' anche on line, sul sito www.cronisti.info. (ANSA).