"Se Berlusconi avesse dette quelle cose a un giornalista di sinistra, ci sarebbe la categoria in sciopero", dce Salustio dpo il abttibecco con D'Alema.
Sono sicuro che il condirettore del Giornale ha provocato D'Alema avvicinando la vicenda affittopoli a quella di Scajola impropriamente: una cosa è l'equo canone altro 900 mila euro per la casa del ministro...
Se uno cerca lo scontro ne paga le conseguenze; assurdo che poi si chieda dov'è l'ordine dei giornalisti uno che ne vorrebbe l'abolizione e che dirige un giornale che non vaderisce agli scioperi della categoria.
Infine mi chiedo se non rispondere ai giornalisti come ha fatto Scajola sia meno grave di rispondere ad una povocazione più che ad una domanda come ha fatto D'Alema. (Ma guarda un po' se mi tocca difendere D'Alema che coi giornalisti ha avuto le uscite più odiose che si ricordino...).
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giovedì 6 maggio 2010
venerdì 9 aprile 2010
Minacce a Rega
Nei giorni scorsi una busta contenente due proiettili e una
lettera con minacce di morte è stata depositata da persone non identificate,
a Potenza, sullo zerbino davanti alla porta della casa del giornalista di
Televideo Rai Nello Rega, autore del libro «Diversi e divisi», sulla
convivenza fra cristiani e islamici.
Da tempo Rega è minacciato e ha ricevuto quasi dieci proiettili, in varie
buste: il 27 novembre scorso una testa di agnello fu lasciata nella sua
automobile, in sosta vicino alla sua casa di Potenza: «Sono sempre più
disperato - ha detto il giornalista all'ANSA - e sempre più solo e
abbandonato. Sono in viaggio per presentare il mio libro da solo,
terrorizzato, e nessuno fa nulla per aiutarmi».
lettera con minacce di morte è stata depositata da persone non identificate,
a Potenza, sullo zerbino davanti alla porta della casa del giornalista di
Televideo Rai Nello Rega, autore del libro «Diversi e divisi», sulla
convivenza fra cristiani e islamici.
Da tempo Rega è minacciato e ha ricevuto quasi dieci proiettili, in varie
buste: il 27 novembre scorso una testa di agnello fu lasciata nella sua
automobile, in sosta vicino alla sua casa di Potenza: «Sono sempre più
disperato - ha detto il giornalista all'ANSA - e sempre più solo e
abbandonato. Sono in viaggio per presentare il mio libro da solo,
terrorizzato, e nessuno fa nulla per aiutarmi».
Elogio della notizia
Un pezzo sulla cravatta di Tosi all'incontro con Napolitano, uno di Ermanno Olmi sui contadini dell'antica Roma, un terzo sulla tenuta con cavalli sequestrata ai Casalesi e un altro ancora che parla del battesimo ai bimbi "vittime" della Ru 486 e un altro ancora sull'acqua che torna ai cittadini di Aprilia dopo la battaglia antiprivatizzazione. In pochi minuti di osservazione dei principali quotidiani italiani si scoprono piccole e grandi notizie, dettagli di cronaca e squarci sulla nostra cultura che credo nessuna navigazione in internet - nello stesso lasso di tempo e con la stessa facilità - potrà mai consentire.Insomma mi pare che i siti dei giornali si siano appiattiti sulle agenzie e i giornali di carta continuino ad offrire letture trasversali, iustapposte, a volte confuse, ma vivaci e con tante sfaccettature da rendere ancora plausibile il gesto dello sfogliare (e dello scrivere).
Non sono nostalgico, parlo dei contenuti: i giornali fanno contenuti, comunque e in ogni caso. C'è gente che ci lavora, mentre nei siti non ce n'è. Mi pare che la differenza la fa ancora il giornalista.
p.s. i giornali citati sono Corriere, Repubblica, Mattino, Manifesto
Non sono nostalgico, parlo dei contenuti: i giornali fanno contenuti, comunque e in ogni caso. C'è gente che ci lavora, mentre nei siti non ce n'è. Mi pare che la differenza la fa ancora il giornalista.
p.s. i giornali citati sono Corriere, Repubblica, Mattino, Manifesto
Giornalisti coraggiosi: Ostellino
Ma guarda tu se uno come Ostellino, che ho sempre visto come un grande studioso, osservatore di fenomeni, analista politico finissimo, si doveva mostrare all'improviso come un pasdaran o un ultrà. Sarà che discuteva della Juventus e delle nuove intercettazioni (si tratta di una società che in tribunale briga per far condannare i manager, smentita quando il giudice manda prosciolti Moggi e Giraudo), ma la verve di questo grande giornalista merita rispetto a confronto della codardia di tanti reporter di oggi. Ostellino ieri sera s'arrabbiava per la leggerezza con cui quattro anni fa si affrontò la vicenda Calciopoli nelle redazioni dei giornali, e sopratutto la lettera al Corsera in cui John Elkann parlava, tre giorni fa, di questione morale commentando i fatti della sua società di calcio. Ostellino si indignava a Radio 24 dicendo del capo della Fiat e delle sue considerazioni: "A fessa mmano e criature!!!". Coraggioso solo per una frasetta in vernacolo napoletano che è poco più che una battuta? Ebbene sì, anche per fare una battuta su Elkann in questo Paese, se non sei Grillo, devi aver fegato.
giovedì 8 aprile 2010
Vasco e i libri
Cinquantamila euro l'anno, è l'investimento nella free press di Vasco Rossi. La rock star crede alla rivista Satisfiction di Giampaolo Serino che viene distribuita gratuitamente in 60 mila copie nelle librerie italiane. Una rivista di nicchia che si occupa solo di libri: Vasco che è un lettore seriale ci ha creduto...
mercoledì 7 aprile 2010
E i giornali per posta?
Sulla Gazzetta Ufficiale n. 75 del 31 marzo 2010 è stato pubblicato il
decreto che sospende sino a fine anno (salvo il ripristino in caso di
"sopravvenuto accertamento di disponibilità finanziarie") le agevolazioni
sulle tariffe postali sostenute nel settore editoriale.
In epoca di web tv e di giornali su ipad non paia una bizzarria la difesa dei giornali che si spediscono via posta tradizionale. Sono tanti, piccoli, di nicchia. Conosco editori che sono nei guai e si tratta di voci di associazioni professionali, religiose, di volontariato e del settore economico. Il loro lettorato "vuole" (come qualsiasi lettore abbonato ad una rivista di arredamento o di moda) la propria copia nella cassetta postale. E lo specifico di certe riviste è proprio la spedizione per posta: un rito? No, è il loro dna.
E' un problema anche dei grandi gruppi che avranno così un altro motivo per lamentarsi, ma i piccoli sono quelli che soffriranno davvero...
decreto che sospende sino a fine anno (salvo il ripristino in caso di
"sopravvenuto accertamento di disponibilità finanziarie") le agevolazioni
sulle tariffe postali sostenute nel settore editoriale.
In epoca di web tv e di giornali su ipad non paia una bizzarria la difesa dei giornali che si spediscono via posta tradizionale. Sono tanti, piccoli, di nicchia. Conosco editori che sono nei guai e si tratta di voci di associazioni professionali, religiose, di volontariato e del settore economico. Il loro lettorato "vuole" (come qualsiasi lettore abbonato ad una rivista di arredamento o di moda) la propria copia nella cassetta postale. E lo specifico di certe riviste è proprio la spedizione per posta: un rito? No, è il loro dna.
E' un problema anche dei grandi gruppi che avranno così un altro motivo per lamentarsi, ma i piccoli sono quelli che soffriranno davvero...
venerdì 12 marzo 2010
Fini: flessibili precari
12 MAR - Mentre, accompagnato dall'editore Andrea Riffeser Monti, concludeva la sua visita alla mostra sul 'Carlinò, Gianfranco Fini è stato avvicinato da due rappresentanti del 'Free-Ccp', il coordinamento emiliano-romagnolo dei giornalisti precari e free-lance. «Il vostro è il classico esempio della flessibilità portata agli estremi», ha risposto Fini alle due giornaliste: «Voi siete molto sfruttati, tutti conoscono la vostra situazione», ha aggiunto Fini. Poi ha invitato il coordinamento a Roma: «Mandatemi tutto via email, così vi ricevo alla
Camera». (ANSA).
Camera». (ANSA).
Mentana condicio
Mentana condicio mi pare che sia l'uovo di colombo e dopo che il tar ha dato ragione a chi sosteneva che la faccenda non poteva andare avanti così, si sono aperte le cataratte e stasera la commissione servizi e prodotti dell'autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha annullato il regolamento sulla par condicio emanato per le Tv private (proprio in in seguito alla sospensione del tar delle disposizioni sui programmi di informazione).
Ma l'occasione di utilizzare il web per le dirette di incontri politici, a cominciare da quella che ci sarà in Campania tra Caldoro e De Luca (in campo neutro in una giornata organizzata dall'ordine dei giornalisti), credo che non vada sprecata: come dice Aldo Grasso sul Corriere, Mentana Condicio rimarrà nella microstoria del giornalismo italiano.
Ma l'occasione di utilizzare il web per le dirette di incontri politici, a cominciare da quella che ci sarà in Campania tra Caldoro e De Luca (in campo neutro in una giornata organizzata dall'ordine dei giornalisti), credo che non vada sprecata: come dice Aldo Grasso sul Corriere, Mentana Condicio rimarrà nella microstoria del giornalismo italiano.
mercoledì 20 gennaio 2010
Colleghi coraggiosi
La Commissione contro la camorra e la criminalità organizzata del consiglio regionale della Campania, presieduta da Luciano Passariello, ha deciso di attribuire un riconoscimento istituzionale ai giornalisti che in Campania più si sono distinti nella lotta all'illegalità ed alla criminalità organizzata.
Per questo motivo la commissione ha istituito un premio che verrà consegnato il 22
gennaio 2010 alle ore 11,30 nella sede del Consiglio regionale (Sala Caduti di Nassiriya).
«Ci è sembrato giusto - afferma Passariello - riconoscere i meriti che i giornalisti,
attraverso il loro lavoro di ricerca della verità e della trasparenza, hanno avuto in questi anni
contrassegnati da un forte impegno civico ed istituzionale di strenua lotta alla criminalità».
I giornalisti verranno premiati al termine di un dibattito al quale interverranno: Alessandro
Pansa, prefetto di Napoli; Franco Roberti, procuratore della Repubblica presso il Tribunale
di Salerno; Raffaele Cantone, magistrato presso la Corte Costituzionale; Ottavio Lucarelli,
presidente dell'Ordine dei Giornalisti della Campania. Modera il direttore del Mattino
Virman Cusenza.
I giornalisti ai quali sarà consegnato il premio sono: Barbara Cangiano, Rosaria
Capacchione, Rosaria Federico, Bruno Guerriero, Vincenzo La Penna, Chiara Marasca,
Enza Nunziato, Roberto Paolo, Gennaro Scala e Conchita Sannino. All'iniziativa
interverranno i consiglieri regionali della Campania, i prefetti ed i questori di tutte e cinque
le province campane.
(ANSA).
Per questo motivo la commissione ha istituito un premio che verrà consegnato il 22
gennaio 2010 alle ore 11,30 nella sede del Consiglio regionale (Sala Caduti di Nassiriya).
«Ci è sembrato giusto - afferma Passariello - riconoscere i meriti che i giornalisti,
attraverso il loro lavoro di ricerca della verità e della trasparenza, hanno avuto in questi anni
contrassegnati da un forte impegno civico ed istituzionale di strenua lotta alla criminalità».
I giornalisti verranno premiati al termine di un dibattito al quale interverranno: Alessandro
Pansa, prefetto di Napoli; Franco Roberti, procuratore della Repubblica presso il Tribunale
di Salerno; Raffaele Cantone, magistrato presso la Corte Costituzionale; Ottavio Lucarelli,
presidente dell'Ordine dei Giornalisti della Campania. Modera il direttore del Mattino
Virman Cusenza.
I giornalisti ai quali sarà consegnato il premio sono: Barbara Cangiano, Rosaria
Capacchione, Rosaria Federico, Bruno Guerriero, Vincenzo La Penna, Chiara Marasca,
Enza Nunziato, Roberto Paolo, Gennaro Scala e Conchita Sannino. All'iniziativa
interverranno i consiglieri regionali della Campania, i prefetti ed i questori di tutte e cinque
le province campane.
(ANSA).
martedì 19 gennaio 2010
Digitale pedestre
Ma che sta succedendo al sistema radiotelevisivo privato della Campania? Il digitale terrestro è arrivato a spazzare via certezze, fatturato pubblicitario,posti di lavoro e frequenze.
La “banda larga” del digitale avrebbe dovuto consentire di implementare le produzioni e i canali, ma i +1 sono privi di contenuti,allo stato. (anzi alcuni dicono che la parcellizzazione dell'offerta sui +1 farà vertiginosamente calare audience e tariffe pubblicitarie)
Anzi pare che la sovrapposizione di canali che fa impazzire i decoder (e le vecchiette che non sanno riprogrammarli) stia portando alla ribalta solo nuovi predoni dell'etere. I risultati? Se tutto va bene si andrà ad una sinergia virtuosa tra i piccoli che mettendo a sistema risorse e reti potrebbero approfittare dell'opportunità per moltiplicare la loro offerta. Se va male si andrà alla morte dei piccoli, anche dei canali storici nati nell'era delle Tv libere e del loro portato di cultura professionale ed esperienza. Il tutto a favore dei grandi gruppi (quei pochi che si sono, specie al sud) che magari con investimenti e professione copriranno il territorio ma forse fagociteranno voci libere.
La sensibilità di editori e direttori dovrebbe salvaguardare il territorio e le voci della periferia, ma i conti economici evidentemente non si sa quanto potranno concedere al romantico richiamo al quartiere,
Detto ciò al momento accade che i piccoli sono in affanno,i decoder restituiscono schermi quadrettati, sinonimo di cattiva sintonia. Gli investitori pubblicitari sono disorientati egli spettatori anche.
E fioccano alla Regione le richieste degli editori Tv di cassa integrazione in deroga per crisi aziendale causa digitale.
L'opportunità che si immaginava con lo switch off dall'analogico al digitale s'è già esaurita??
La “banda larga” del digitale avrebbe dovuto consentire di implementare le produzioni e i canali, ma i +1 sono privi di contenuti,allo stato. (anzi alcuni dicono che la parcellizzazione dell'offerta sui +1 farà vertiginosamente calare audience e tariffe pubblicitarie)
Anzi pare che la sovrapposizione di canali che fa impazzire i decoder (e le vecchiette che non sanno riprogrammarli) stia portando alla ribalta solo nuovi predoni dell'etere. I risultati? Se tutto va bene si andrà ad una sinergia virtuosa tra i piccoli che mettendo a sistema risorse e reti potrebbero approfittare dell'opportunità per moltiplicare la loro offerta. Se va male si andrà alla morte dei piccoli, anche dei canali storici nati nell'era delle Tv libere e del loro portato di cultura professionale ed esperienza. Il tutto a favore dei grandi gruppi (quei pochi che si sono, specie al sud) che magari con investimenti e professione copriranno il territorio ma forse fagociteranno voci libere.
La sensibilità di editori e direttori dovrebbe salvaguardare il territorio e le voci della periferia, ma i conti economici evidentemente non si sa quanto potranno concedere al romantico richiamo al quartiere,
Detto ciò al momento accade che i piccoli sono in affanno,i decoder restituiscono schermi quadrettati, sinonimo di cattiva sintonia. Gli investitori pubblicitari sono disorientati egli spettatori anche.
E fioccano alla Regione le richieste degli editori Tv di cassa integrazione in deroga per crisi aziendale causa digitale.
L'opportunità che si immaginava con lo switch off dall'analogico al digitale s'è già esaurita??
venerdì 8 gennaio 2010
Giornalisti al Circolo
sabato 9 gennaio al circolo della stampa di Avellino riunione su Associazione avellinese dei giornalisti e vita della categoria.
Ci sarà insieme a me Ottavio Lucarelli,presidente dell'ordine dei giornalisti della Campania. Per avviare un progetto associativo per la provincia di Avellino - siamo sui 400 giornalisti professionisti e pubblicisti -a cominciare dall'utilizzo della nuova struttura del circolo della stampa affidataci dal presidente della Provincia Cosimo Sibilia.
Chi è iscritto a Facebook trova alla bacheca "giornalisti di Avellino" un po' dibattito alimentato da Lino Sorrentini.
Ci sarà insieme a me Ottavio Lucarelli,presidente dell'ordine dei giornalisti della Campania. Per avviare un progetto associativo per la provincia di Avellino - siamo sui 400 giornalisti professionisti e pubblicisti -a cominciare dall'utilizzo della nuova struttura del circolo della stampa affidataci dal presidente della Provincia Cosimo Sibilia.
Chi è iscritto a Facebook trova alla bacheca "giornalisti di Avellino" un po' dibattito alimentato da Lino Sorrentini.
domenica 8 novembre 2009
Ma perchè i giornalisti?
(ANSA) - NAPOLI, 8 NOV - L'Ordine dei Giornalisti della Campania esprime, in una nota, solidarietà
alla collega Barbara Ciarcia e all'operatore Francesco Lignite di Canale 58, aggrediti a Monteforte
Irpino mentre raccoglievano notizie sull'uxoricidio-suicidio di un agente della polizia penitenziaria di Bellizzi Irpino che ha assassinato la moglie e si è ucciso.
I giornalisti erano nei pressi dell'abitazione dell'agente quando sono stati circondati e aggrediti da una trentina di abitanti del quartere periferico di Monteforte. L'Ordine invita tutte le forze di polizia della Campania a tutelare i giornalisti e gli operatori in ogni area di una regione in cui fare cronaca è ogni giorno più rischioso.(ANSA).
Mi chiedo se di quei trenta almeno uno sarà identificato.
alla collega Barbara Ciarcia e all'operatore Francesco Lignite di Canale 58, aggrediti a Monteforte
Irpino mentre raccoglievano notizie sull'uxoricidio-suicidio di un agente della polizia penitenziaria di Bellizzi Irpino che ha assassinato la moglie e si è ucciso.
I giornalisti erano nei pressi dell'abitazione dell'agente quando sono stati circondati e aggrediti da una trentina di abitanti del quartere periferico di Monteforte. L'Ordine invita tutte le forze di polizia della Campania a tutelare i giornalisti e gli operatori in ogni area di una regione in cui fare cronaca è ogni giorno più rischioso.(ANSA).
Mi chiedo se di quei trenta almeno uno sarà identificato.
mercoledì 7 ottobre 2009
Media.Ecosistema in cambiamento
PARLA GURU MEDIA OSPITE A FESTIVAL GIORNALISMO FERRARA DAL 2/10 (di Titti
Santamato) (ANSA) - ROMA, 30 SET - «Il cambiamento è già in atto e riguarda la
diversificazione dell'ecosistema dei media: più voci, più prospettive, piattaforme differenti e in
evoluzione.
Abbiamo ancora redazioni tradizionali e giornalisti, ma queste saranno sempre più integrate
da un largo network di blogger professionisti, amatoriali, esperti, organizzazioni no profit,
semplici cittadini»: così Steven Berlin Johnson, giornalista e guru dei media, spiega all'ANSA la
sua visione del futuro dei media. Johnson sarà al festival del giornalismo di Ferrara, quest'anno
alla sua terza edizione, dedicata alla comunicazione ai tempi dei new media. La
manifestazione, che si terrà dal 2 al 4 ottobre, ospiterà anche Roberto Saviano e assegnerà il
premio di giornalismo d'inchiesta dedicato ad Anna Politkovskaja.
«I social network, in particolare, avranno un ruolo sempre maggiore sia sulle notizie che sulla
scelta delle stesse. La selezione della storia principale, invece che dai direttori dei giornali, sarà
sempre più influenzata dai vostri amici di Twitter e Facebook», aggiunge Johnson, 41 anni,
americano, autore di 'Tutto quello che fa male ti fa benè e di altri libri di successo che esplorano
le interrelazioni tra scienza, tecnologia, media e mondo reale. Sarà anche a Milano il 5 ottobre
per Meet the Media Guru, il programma di incontri con i protagonisti internazionali della cultura
digitale.
Cosa ne pensa del pagamento delle news online, proposta lanciata da Rupert Murdoch su cui
l'editoria mondiale dibatte?
«Al contrario di quello che dicono alcuni miei colleghi secondo me vale la pena provare -
afferma Johnson -. Tutti pensavano che pagare per la musica non potesse più funzionare
nell'era digitale, invece Apple ha trasformato iTunes in un registratore di cassa. Penso che sia
giusto provare, ovviamente sarebbe stato meglio se le micro transazioni fossero entrate
nell'architettura del web dall'inizio».
In Italia e non solo, in questo momento Google è al centro dell'attenzione degli editori, che ne
pensa? «Sono un grande fan di Google Books, è stato di grande aiuto nella ricerca del mio
ultimo libro The Invention of Air - dice Johnson -. Penso che sia molto importante per la nostra
società assicurare che i libri siano digitalizzati e diventino parte di una piattaforma web sui cui le
persone possano lavorare. Ovviamente, trovo anche giusto che gli autori siano compensati per il
loro lavoro anch'io vivo di questo. Ma in generale penso che è molto importante che i libri
diventino parte del network digitale».
Qual è secondo Johnson, il fenomeno mediatico attuale più interessante? «La localizzazione -
risponde -. Il web geografico è un campo affascinante e dà informazioni su tutto quello che
accade grazie anche a mappe online e mezzi come gli Iphone. Stiamo costruendo, e molto
velocemente, una sovrapposizione digitale della realtà. È la cosa che mi interessa di più al
momento e infatti sarà l'argomento del mio prossimo libro». (ANSA).
Santamato) (ANSA) - ROMA, 30 SET - «Il cambiamento è già in atto e riguarda la
diversificazione dell'ecosistema dei media: più voci, più prospettive, piattaforme differenti e in
evoluzione.
Abbiamo ancora redazioni tradizionali e giornalisti, ma queste saranno sempre più integrate
da un largo network di blogger professionisti, amatoriali, esperti, organizzazioni no profit,
semplici cittadini»: così Steven Berlin Johnson, giornalista e guru dei media, spiega all'ANSA la
sua visione del futuro dei media. Johnson sarà al festival del giornalismo di Ferrara, quest'anno
alla sua terza edizione, dedicata alla comunicazione ai tempi dei new media. La
manifestazione, che si terrà dal 2 al 4 ottobre, ospiterà anche Roberto Saviano e assegnerà il
premio di giornalismo d'inchiesta dedicato ad Anna Politkovskaja.
«I social network, in particolare, avranno un ruolo sempre maggiore sia sulle notizie che sulla
scelta delle stesse. La selezione della storia principale, invece che dai direttori dei giornali, sarà
sempre più influenzata dai vostri amici di Twitter e Facebook», aggiunge Johnson, 41 anni,
americano, autore di 'Tutto quello che fa male ti fa benè e di altri libri di successo che esplorano
le interrelazioni tra scienza, tecnologia, media e mondo reale. Sarà anche a Milano il 5 ottobre
per Meet the Media Guru, il programma di incontri con i protagonisti internazionali della cultura
digitale.
Cosa ne pensa del pagamento delle news online, proposta lanciata da Rupert Murdoch su cui
l'editoria mondiale dibatte?
«Al contrario di quello che dicono alcuni miei colleghi secondo me vale la pena provare -
afferma Johnson -. Tutti pensavano che pagare per la musica non potesse più funzionare
nell'era digitale, invece Apple ha trasformato iTunes in un registratore di cassa. Penso che sia
giusto provare, ovviamente sarebbe stato meglio se le micro transazioni fossero entrate
nell'architettura del web dall'inizio».
In Italia e non solo, in questo momento Google è al centro dell'attenzione degli editori, che ne
pensa? «Sono un grande fan di Google Books, è stato di grande aiuto nella ricerca del mio
ultimo libro The Invention of Air - dice Johnson -. Penso che sia molto importante per la nostra
società assicurare che i libri siano digitalizzati e diventino parte di una piattaforma web sui cui le
persone possano lavorare. Ovviamente, trovo anche giusto che gli autori siano compensati per il
loro lavoro anch'io vivo di questo. Ma in generale penso che è molto importante che i libri
diventino parte del network digitale».
Qual è secondo Johnson, il fenomeno mediatico attuale più interessante? «La localizzazione -
risponde -. Il web geografico è un campo affascinante e dà informazioni su tutto quello che
accade grazie anche a mappe online e mezzi come gli Iphone. Stiamo costruendo, e molto
velocemente, una sovrapposizione digitale della realtà. È la cosa che mi interessa di più al
momento e infatti sarà l'argomento del mio prossimo libro». (ANSA).
ma guarda se devo citare Feltri....
(ANSA) - ROMA, 21 SET - «La crisi della carta stampata è stata molto aggravata dalla crisi
economica generale, qualche intervento può servire. Ma non credo che il futuro dei quotidiani
sia segnato. Prima o poi si riprenderanno, così potranno continuare a sopravvivere nonostante
internet, che è una discarica, e la tv, che è invadente ma comunque funziona»: così il direttore de
Il Giornale Vittorio Feltri commenta l'apertura del presidente americano Barack Obama a
interventi legislativi che aprano la strada al salvataggio dei giornali.
Obama, aggiunge, «con il suo governo ha aiutato un pò tutti. Quindi non ci vedo niente di
strano nel fatto che estenda gli aiuti anche ai giornali in crisi». Per Feltri «ormai le notizie
vengono triturate dalla televisione. Ad esempio, nel caso della morte dei nostri soldati a Kabul,
siamo arrivati 24 ore dopo, e in effetti i quotidiani non hanno registrato neanche un soprassalto
nelle vendite. Anzi, sono diminuite di qualche copia rispetto alla solita diffusione. Significa che la
concorrenza forte è quella della televisione. Ma non non possiamo ucciderla, l'abbiamo voluta e
ce la teniamo».
La soluzione, per Feltri, è «correggere il tiro, dedicarci di più alle opinioni, agli
approfondimenti e alle interpretazioni, piuttosto che a dare notizie. Dobbiamo renderci conto
che la musica è cambiata. Molti di noi stentano a capirlo. La fatica c'è, ma possiamo
sopportarla».
Per quanto riguarda Il Giornale in particolare, «abbiamo dimostrato che non rimaniamo legati
alla notizia nuda e cruda, cerchiamo di fare qualcosa di più, cerchiamo di trovare notizie inedite,
altrimenti non si capisce perchè la gente dovrebbe comprare i giornali. Anche Libero è nato con
quei concetti e i risultati si sono visti. Non sono il Padreterno, mi affido anche ai bilanci. E -
conclude - , se i conti tornano, vuol dire che hai lavorato bene». (ANSA).
economica generale, qualche intervento può servire. Ma non credo che il futuro dei quotidiani
sia segnato. Prima o poi si riprenderanno, così potranno continuare a sopravvivere nonostante
internet, che è una discarica, e la tv, che è invadente ma comunque funziona»: così il direttore de
Il Giornale Vittorio Feltri commenta l'apertura del presidente americano Barack Obama a
interventi legislativi che aprano la strada al salvataggio dei giornali.
Obama, aggiunge, «con il suo governo ha aiutato un pò tutti. Quindi non ci vedo niente di
strano nel fatto che estenda gli aiuti anche ai giornali in crisi». Per Feltri «ormai le notizie
vengono triturate dalla televisione. Ad esempio, nel caso della morte dei nostri soldati a Kabul,
siamo arrivati 24 ore dopo, e in effetti i quotidiani non hanno registrato neanche un soprassalto
nelle vendite. Anzi, sono diminuite di qualche copia rispetto alla solita diffusione. Significa che la
concorrenza forte è quella della televisione. Ma non non possiamo ucciderla, l'abbiamo voluta e
ce la teniamo».
La soluzione, per Feltri, è «correggere il tiro, dedicarci di più alle opinioni, agli
approfondimenti e alle interpretazioni, piuttosto che a dare notizie. Dobbiamo renderci conto
che la musica è cambiata. Molti di noi stentano a capirlo. La fatica c'è, ma possiamo
sopportarla».
Per quanto riguarda Il Giornale in particolare, «abbiamo dimostrato che non rimaniamo legati
alla notizia nuda e cruda, cerchiamo di fare qualcosa di più, cerchiamo di trovare notizie inedite,
altrimenti non si capisce perchè la gente dovrebbe comprare i giornali. Anche Libero è nato con
quei concetti e i risultati si sono visti. Non sono il Padreterno, mi affido anche ai bilanci. E -
conclude - , se i conti tornano, vuol dire che hai lavorato bene». (ANSA).
venerdì 21 agosto 2009
inchiostro elettronico
Negli Usa la carta stampata si anima, quasi come i giornali dei film di Harry Potter. I lettori del mensile Entertainment Weekly potranno infatti vedere immagini in movimento sulle pagine del numero in edicola a partire da metà settembre negli Stati Uniti, grazie a uno schermo ultra sottile, simile a quello dei cellulari, realizzato grazie alla tecnologia dell«inchiostro
elettronico».
Per vedere il video pubblicitario, con spot della Pepsi e del network televisivo Cbs sulla prossima stagione tv, basterà aprire la pagina del giornale, attivando così le immagini sullo schermo inserito nella rivista.
La tecnologia e-ink è stata già utilizzata l'anno scorso per «movimentare» la copertina della rivista 'Esquire', ma questa è la prima volta che viene usata per spot pubblicitari e su questa scala. I primi a poter 'leggere gli spot' saranno, dal 18 settembre, gli abbonati di Entertainment Weekly di New York e Los Angeles, ma visti i costi di produzione degli schermi e dell'allestimento, difficilmente la copia con il video verrà inviata a tutti gli 1,8 milioni di abbonati.
Secondo quanto scrive oggi il Financial Times, anche se le compagnie coinvolte nell'operazione non hanno voluto rivelare i costi della promozione, un esperto del settore ha stimato che per sole centomila copie raggiungono già cifre nell'ordine delle sette cifre.(ANSA)
elettronico».
Per vedere il video pubblicitario, con spot della Pepsi e del network televisivo Cbs sulla prossima stagione tv, basterà aprire la pagina del giornale, attivando così le immagini sullo schermo inserito nella rivista.
La tecnologia e-ink è stata già utilizzata l'anno scorso per «movimentare» la copertina della rivista 'Esquire', ma questa è la prima volta che viene usata per spot pubblicitari e su questa scala. I primi a poter 'leggere gli spot' saranno, dal 18 settembre, gli abbonati di Entertainment Weekly di New York e Los Angeles, ma visti i costi di produzione degli schermi e dell'allestimento, difficilmente la copia con il video verrà inviata a tutti gli 1,8 milioni di abbonati.
Secondo quanto scrive oggi il Financial Times, anche se le compagnie coinvolte nell'operazione non hanno voluto rivelare i costi della promozione, un esperto del settore ha stimato che per sole centomila copie raggiungono già cifre nell'ordine delle sette cifre.(ANSA)
venerdì 10 luglio 2009
Capezzuto va
L'undicesima sezione penale del tribunale di Napoli, giudice Carlo Spagna, ha condannato Luigi Giuliano, appartenente all'omonima famiglia camorristica di Forcella e sua moglie Carmela De Rosa (genitori di Salvatore Giuliano, condannato come l’autore dell’omicidio della giovane Annalisa Durante) per il reato di violenza privata, rispettivamente a 2 anni e 6 mesi di reclusione e 2 anni e 2 mesi, e al risarcimento del danno nei confronti del cronista Arnaldo Capezzuto. Capezzuto era stato minacciato dai coniugi Giuliano, denunciando gli atti intimidatori. Luigi Giuliano e sua moglie Carmela De Rosa sono stati condannati anche al
risarcimento del danno a favore delle parti civili: il cronista Arnaldo Capezzuto e l'Ordine dei giornalisti della Campania rappresentati in aula dal presidente Ottavio Lucarelli andranno
rispettivamente le somme di 10 e 25 mila euro. Giuliano e De Rosa sono stati condannati per violenza privata esercitata nei confronti di Capezzuto e consistito nell'averlo minacciato in più occasioni per il contenuto degli articoli scritti sul quotidiano Napoli più relativi al processo per l'omicidio di Annalisa Durante tra maggio e novembre 2005.
risarcimento del danno a favore delle parti civili: il cronista Arnaldo Capezzuto e l'Ordine dei giornalisti della Campania rappresentati in aula dal presidente Ottavio Lucarelli andranno
rispettivamente le somme di 10 e 25 mila euro. Giuliano e De Rosa sono stati condannati per violenza privata esercitata nei confronti di Capezzuto e consistito nell'averlo minacciato in più occasioni per il contenuto degli articoli scritti sul quotidiano Napoli più relativi al processo per l'omicidio di Annalisa Durante tra maggio e novembre 2005.
Da l'Aquila
«Lei è sicuro di essere un giornalista? E' sicuro di sentirsi bene?». Quasi credeva alle sue orecchie Berlusconi. Doveva essere la conferenza stampa più dura della sua carriera politica, il big match con la stampa internazionale, Silvio contro il quarto potere mondiale. E invece le Monde, il Guardian, il Sunday Times sono rimasti in silenzio. Meno male che c'era la gloriosa stampa italiana, sentinella dei lettori contro il potere, a tenere alta la bandiera dela categoria.
«Presidente, lei e Obama siete i leader di maggiore successo mondiale: se lo aspettava?», esordisce l'inviato di Qn. Segue Antonio Preziosi (Giornale Radio).: «Lei ha creato un momento storico...». L'inviata di Rainews 24 Simonetta Guidotti: «La sua scommessa è stata vinta, io c'ero quando lei ebbe questo momento di lucida follia...».
Mario Prignano di Libero: «Lei parla di governance mondiale: sta pensando di riformare l'Onu?». Ambrosini dell'Ansa: «I risultati di questo vertice che lei definisce eccellenti...».
Franco Gizzi, si qualifica come ufficio stampa dell'Enel: «Volevo ringraziale per la favolosa intuizione che ci ha fatto sognare di dedicare le sue preziose ferie all'Aquila...». E qui il Cavaliere trasecola: «Ma lei si sente bene?». Forse pensa di stare su scherzi a parte.
(dal sito dell'Adusbef)
«Presidente, lei e Obama siete i leader di maggiore successo mondiale: se lo aspettava?», esordisce l'inviato di Qn. Segue Antonio Preziosi (Giornale Radio).: «Lei ha creato un momento storico...». L'inviata di Rainews 24 Simonetta Guidotti: «La sua scommessa è stata vinta, io c'ero quando lei ebbe questo momento di lucida follia...».
Mario Prignano di Libero: «Lei parla di governance mondiale: sta pensando di riformare l'Onu?». Ambrosini dell'Ansa: «I risultati di questo vertice che lei definisce eccellenti...».
Franco Gizzi, si qualifica come ufficio stampa dell'Enel: «Volevo ringraziale per la favolosa intuizione che ci ha fatto sognare di dedicare le sue preziose ferie all'Aquila...». E qui il Cavaliere trasecola: «Ma lei si sente bene?». Forse pensa di stare su scherzi a parte.
(dal sito dell'Adusbef)
sabato 23 maggio 2009
Pagare le news
Ne leggo tante su come fare soldi con le news, su internet e sui giornali. A Borgo Bagnaia per il convegno Crescere tra le righe, organizzato dall'Osservatorio permanente giovani-editori di Andrea Ceccherini. la posizione più interessante m'è sembrata quella del segretario della Fnsi Franco Siddi: «ègiusto che il dibattito si apra, perchè l'informazione professionale ha un valore e costa. Nessuno ha la soluzione in tasca su come procedere: quella dei micropagamenti è un'ipotesi che cresce. Tuttavia forse ci sono anche altre strade: penso a una normativa internazionale sul diritto d'autore e a formule da agganciare a nuovi modelli di business editoriale. Un esempio potrebbe essere agganciare all'acquisto del giornale tradizionale l'accesso diretto ad una parte dei contenuti on line, garantiti dallo stesso marchio e dalla stessa redazione, e formule privilegiate di pagamento per archivi, documenti e altro materiale di pregio. Peraltro se serve un nuovo modello di business, è necessario anche ripensare come arricchire la qualità dei giornali, la diversificazione dell'informazione tra piattaforme diverse di comunicazione, evitando anche la decadenza di uno sfrenato copia e incolla».
giovedì 7 maggio 2009
Kindle
NEW YORK – Un dispositivo di facile utilizzo, simile a Kindle di Amazon, per accedere, a pagamento, aslle testate dell'impero News Corp., dal Wall Street Journal al Times di Londra al New York Post. È la rivoluzionaria proposta del re australiano dei media Rupert Murdoch, che ha chiamato a rapporto i dirigenti della sua News Corp di Londra, Sydney e New York, chiedendogli di mettere a punto al più presto un sistema per far pagare agli utenti l'accesso alle sue news via web. Col solito tempismo degno del suo leggendario acume finanziario, Murdoch dà così un segnale importante agli editori di giornali di tutto il mondo, in crisi a causa dell'esodo dei lettori – e degli inserzionisti – verso il Web. «Per Murdoch - scrive Peter Lauria sul Post - si tratta di una netta rottura con la tesi secondo cui le notizie online debbano essere offerte gratis e monetizzate soltanto attraverso la pubblicità».
NEWS A PAGAMENTO - E se fino ad oggi i gruppi multimediali, non solo americani, continuano ad incontrare ostacoli nel convincere gli utenti a «pagare per leggere online», presto questi ultimi potrebbero non avere scelta. Soprattutto se vogliono continuare ad accedere a news di qualità, confezionate da reporter e inviati professionisti, con costi non indifferenti per le loro aziende. E a giudicare dalle reazioni della blogosfera all'articolo, la maggior parte dei lettori si dice «pronta ad aprire il portafoglio».
IL PROGETTO - Per mettere a punto il nuovo «gadget» Murdoch ha riunito una squadra di dirigenti d'alto calibro che include il figlio James Murdoch, oggi dirigente della News Corp, il Ceo della Dow Jones Les Hinton e Jonathan Miller, ex numero uno della AOL, oggi responsabile di tutte le operazioni digitali del gruppo. All'indomani dell'acquisto del Journal, solo due anni fa, Murdoch aveva contemplato l'idea di aprire gratuitamente l'accesso al sito. Ma più tardi cambiò idea dopo aver realizzato che, una volta eliminati gli introiti generati dagli abbonamenti online, non avrebbe potuto colmare l'inevitabile deficit. A dargli ragione è stata la chiusura a catena, nell’ultimo anno, di alcune delle testate americane più storiche e longeve, da Seattle a Denver e da Chicago a Los Angeles.
Alessandra Farkas
06 maggio 2009
NEWS A PAGAMENTO - E se fino ad oggi i gruppi multimediali, non solo americani, continuano ad incontrare ostacoli nel convincere gli utenti a «pagare per leggere online», presto questi ultimi potrebbero non avere scelta. Soprattutto se vogliono continuare ad accedere a news di qualità, confezionate da reporter e inviati professionisti, con costi non indifferenti per le loro aziende. E a giudicare dalle reazioni della blogosfera all'articolo, la maggior parte dei lettori si dice «pronta ad aprire il portafoglio».
IL PROGETTO - Per mettere a punto il nuovo «gadget» Murdoch ha riunito una squadra di dirigenti d'alto calibro che include il figlio James Murdoch, oggi dirigente della News Corp, il Ceo della Dow Jones Les Hinton e Jonathan Miller, ex numero uno della AOL, oggi responsabile di tutte le operazioni digitali del gruppo. All'indomani dell'acquisto del Journal, solo due anni fa, Murdoch aveva contemplato l'idea di aprire gratuitamente l'accesso al sito. Ma più tardi cambiò idea dopo aver realizzato che, una volta eliminati gli introiti generati dagli abbonamenti online, non avrebbe potuto colmare l'inevitabile deficit. A dargli ragione è stata la chiusura a catena, nell’ultimo anno, di alcune delle testate americane più storiche e longeve, da Seattle a Denver e da Chicago a Los Angeles.
Alessandra Farkas
06 maggio 2009
giovedì 16 aprile 2009
Un euro e tre centesimi
(ANSA) - ROMA, 16 APR - «Sarebbe stato un gran bel gesto se, nelle sue 27 cartelle di relazione, il presidente della Fieg, Carlo Malinconico, avesse trovato tre righe per richiamare alcuni editori a comportamenti rispettosi per il lavoro dei giornalisti»: è il commento di Enzo Iacopino, segretario del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti, all'intervento del presidente degli editori all'assemblea annuale della Fieg.
«È facile, nella attuale contingenza, doveroso e giusto segnalare le gravi difficoltà del settore - afferma Iacopino in una nota - ma l'invito all'assunzione di responsabilità non può essere rivolto solo al governo, reclamando misure adeguate, e tanto meno ai giornalisti. Dov'è la responsabilità di quegli editori che pagano fino ad 1,03 (sì, 1 euro e 3 centesimi) a pezzo; quelli di quanti ne versano poco più di 3 e così via insultando la professionalità di migliaia di precari? I richiami al senso di responsabilità sono più credibili quando si ha la capacità di guardare per primi in casa propria. E sono doverosi - conclude - in una situazione di emergenza». (ANSA).
«È facile, nella attuale contingenza, doveroso e giusto segnalare le gravi difficoltà del settore - afferma Iacopino in una nota - ma l'invito all'assunzione di responsabilità non può essere rivolto solo al governo, reclamando misure adeguate, e tanto meno ai giornalisti. Dov'è la responsabilità di quegli editori che pagano fino ad 1,03 (sì, 1 euro e 3 centesimi) a pezzo; quelli di quanti ne versano poco più di 3 e così via insultando la professionalità di migliaia di precari? I richiami al senso di responsabilità sono più credibili quando si ha la capacità di guardare per primi in casa propria. E sono doverosi - conclude - in una situazione di emergenza». (ANSA).
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