venerdì 9 aprile 2010
Giornalisti coraggiosi: Ostellino
Ma guarda tu se uno come Ostellino, che ho sempre visto come un grande studioso, osservatore di fenomeni, analista politico finissimo, si doveva mostrare all'improviso come un pasdaran o un ultrà. Sarà che discuteva della Juventus e delle nuove intercettazioni (si tratta di una società che in tribunale briga per far condannare i manager, smentita quando il giudice manda prosciolti Moggi e Giraudo), ma la verve di questo grande giornalista merita rispetto a confronto della codardia di tanti reporter di oggi. Ostellino ieri sera s'arrabbiava per la leggerezza con cui quattro anni fa si affrontò la vicenda Calciopoli nelle redazioni dei giornali, e sopratutto la lettera al Corsera in cui John Elkann parlava, tre giorni fa, di questione morale commentando i fatti della sua società di calcio. Ostellino si indignava a Radio 24 dicendo del capo della Fiat e delle sue considerazioni: "A fessa mmano e criature!!!". Coraggioso solo per una frasetta in vernacolo napoletano che è poco più che una battuta? Ebbene sì, anche per fare una battuta su Elkann in questo Paese, se non sei Grillo, devi aver fegato.
giovedì 8 aprile 2010
Vasco e i libri
Cinquantamila euro l'anno, è l'investimento nella free press di Vasco Rossi. La rock star crede alla rivista Satisfiction di Giampaolo Serino che viene distribuita gratuitamente in 60 mila copie nelle librerie italiane. Una rivista di nicchia che si occupa solo di libri: Vasco che è un lettore seriale ci ha creduto...
mercoledì 7 aprile 2010
E i giornali per posta?
Sulla Gazzetta Ufficiale n. 75 del 31 marzo 2010 è stato pubblicato il
decreto che sospende sino a fine anno (salvo il ripristino in caso di
"sopravvenuto accertamento di disponibilità finanziarie") le agevolazioni
sulle tariffe postali sostenute nel settore editoriale.
In epoca di web tv e di giornali su ipad non paia una bizzarria la difesa dei giornali che si spediscono via posta tradizionale. Sono tanti, piccoli, di nicchia. Conosco editori che sono nei guai e si tratta di voci di associazioni professionali, religiose, di volontariato e del settore economico. Il loro lettorato "vuole" (come qualsiasi lettore abbonato ad una rivista di arredamento o di moda) la propria copia nella cassetta postale. E lo specifico di certe riviste è proprio la spedizione per posta: un rito? No, è il loro dna.
E' un problema anche dei grandi gruppi che avranno così un altro motivo per lamentarsi, ma i piccoli sono quelli che soffriranno davvero...
decreto che sospende sino a fine anno (salvo il ripristino in caso di
"sopravvenuto accertamento di disponibilità finanziarie") le agevolazioni
sulle tariffe postali sostenute nel settore editoriale.
In epoca di web tv e di giornali su ipad non paia una bizzarria la difesa dei giornali che si spediscono via posta tradizionale. Sono tanti, piccoli, di nicchia. Conosco editori che sono nei guai e si tratta di voci di associazioni professionali, religiose, di volontariato e del settore economico. Il loro lettorato "vuole" (come qualsiasi lettore abbonato ad una rivista di arredamento o di moda) la propria copia nella cassetta postale. E lo specifico di certe riviste è proprio la spedizione per posta: un rito? No, è il loro dna.
E' un problema anche dei grandi gruppi che avranno così un altro motivo per lamentarsi, ma i piccoli sono quelli che soffriranno davvero...
venerdì 19 marzo 2010
Tv e Authority
Franco Debenedetti fa la storia della Tv e dell'Autorità di controllo in Italia, oggi sul Corsera (http://rassegnastampa.mef.gov.it/mefnazionale/View.aspx?ID=2010031915247772-1). Ecco il passaggio centrale: "i progressisti non resistettero alla tentazione di approfittare dell'occasione per chiudere la partita con Berlusconi, o almeno di presidiare il campo con robusti paletti. Senza ascoltare chi chiedeva di isolare e risolvere con mezzi politici una questione tutta politica, pensarono di fame una questione regolamentare, così inquinando l'una e non risolvendo l'altra. Vollero che l'Autorità delle telecomunicazioni avesse competenza anche sulle tv. Così la legge restò monca, e si creò un caso unico nella storia delle autorità di regolazione: mentre esse vengono progettate per evitare di essere catturate dal regolato, questa è stata da alcuni voluta apposta per catturarlo. Metaforicamente, s'intende".
giovedì 18 marzo 2010
Safran Foer, se niente importa
Jonathan Safran Foer, quello di "Ogni cosa è illuminata" e di "Molto forte, incredibilmente" - ci aveva abituato a romanzi-inchiesta o inchieste-romanzo. A partire da storie che sono patrimonio del nostro mondo (dal nazismo all'11 settembre), ne ha ricavato vividi ritratti di uomini e culture.
Oggi con "Se niente importa", ripropone la formula di una inchiesta giornalistica che è narrata in forma-romanzo dopo incursioni che gli hanno consentito di raccogliere abbondante documentazione sul mondo della produzione della carne (dall'allevamento, alla macellazione, alla vendita del prodootto). I danni alla salute e all'ambiente sono inenarrabili e la fluidità del racconto - che parte come sempre dal dato biografico - rende riconoscibili tic & tabù di cui ognuno ha esperienza: la dalsa convinzione che carne faccia bene, il retaggio dell'iperalimentazione degli anni del boom, il disinteresse per il "cosa" c'è dentro ai cibi industriali. Ho creduto fino a giovinezza inoltrata che i cibi prodotti in fabbrica fossero migliori di quelli fatti in casa. Per capire che siamo agli antipodi, solo adesso. Le bruciature dei biscotti, i microdepositi di metalli ceduti dai forni, le manipolazioni, per non dire del geneticamente modificato, sono stati parte della nostra dieta di figli del boom economico dagli anni Sessanta in poi.
Safran Foer mi ricorda molto Saviano, ma anche gli scrittori-narratori-viaggiatori come Terzani o Kapuscinski (nonostante le biografie che di quest'ultimo vogliono demolire il mito). E mi pare una delle lezioni più interessanti di letteratura o di docufiction, o di giornalismo tout court dei nostri anni.
Oggi con "Se niente importa", ripropone la formula di una inchiesta giornalistica che è narrata in forma-romanzo dopo incursioni che gli hanno consentito di raccogliere abbondante documentazione sul mondo della produzione della carne (dall'allevamento, alla macellazione, alla vendita del prodootto). I danni alla salute e all'ambiente sono inenarrabili e la fluidità del racconto - che parte come sempre dal dato biografico - rende riconoscibili tic & tabù di cui ognuno ha esperienza: la dalsa convinzione che carne faccia bene, il retaggio dell'iperalimentazione degli anni del boom, il disinteresse per il "cosa" c'è dentro ai cibi industriali. Ho creduto fino a giovinezza inoltrata che i cibi prodotti in fabbrica fossero migliori di quelli fatti in casa. Per capire che siamo agli antipodi, solo adesso. Le bruciature dei biscotti, i microdepositi di metalli ceduti dai forni, le manipolazioni, per non dire del geneticamente modificato, sono stati parte della nostra dieta di figli del boom economico dagli anni Sessanta in poi.
Safran Foer mi ricorda molto Saviano, ma anche gli scrittori-narratori-viaggiatori come Terzani o Kapuscinski (nonostante le biografie che di quest'ultimo vogliono demolire il mito). E mi pare una delle lezioni più interessanti di letteratura o di docufiction, o di giornalismo tout court dei nostri anni.
venerdì 12 marzo 2010
Masturzo, Napoli 1980
Con il collettivo fotografico Kairos di Napoli, Pietro Masturzo mi pare uno dei più interessanti connubi tra impresa e qualità in campo fotogiornalistico. Che il tutto nasca a Napoli è un orgoglio per tutti noi. A Pietro - che è 1° premio del World press photo -, i miei auguri (andatevi a vedere le sue foto).
Rai Napoli, che rabbia per quei giudizi politici
Incredibile come la politica sia capace di distorcere il senso del nostro lavoro. Come è possibile aggredire i colleghi del Tg Campania collegando capziosamente due trasmissioni completamente diverse come una tribuna elettorale e un notiziario? La spiegazione sta nelle parole di Zavoli che ha detto che alla Rai manca solo il filo spinato, per descrivere la situazione di controllo spropositato e illogico che i partti intendono mettere sul lavoro dei giornalisti.
Credo che il clima che si respira in quell'azienda - emerge dalla lettura delle intercettazioni di oggi Berlusconi-Minzolini - la dica lunga sui livelli di democrazia e libertà di questo Paese. Non ci sono reati da perseguire, si dice, se la situazione si legge con il codice penale alla mano. Ma se è il codice morale contasse qualche volta, i reati contro l'intelligenza dei telespettatori e contro la professione giornalistica sono all'ordine del giorno.
Credo che il clima che si respira in quell'azienda - emerge dalla lettura delle intercettazioni di oggi Berlusconi-Minzolini - la dica lunga sui livelli di democrazia e libertà di questo Paese. Non ci sono reati da perseguire, si dice, se la situazione si legge con il codice penale alla mano. Ma se è il codice morale contasse qualche volta, i reati contro l'intelligenza dei telespettatori e contro la professione giornalistica sono all'ordine del giorno.
Fini: flessibili precari
12 MAR - Mentre, accompagnato dall'editore Andrea Riffeser Monti, concludeva la sua visita alla mostra sul 'Carlinò, Gianfranco Fini è stato avvicinato da due rappresentanti del 'Free-Ccp', il coordinamento emiliano-romagnolo dei giornalisti precari e free-lance. «Il vostro è il classico esempio della flessibilità portata agli estremi», ha risposto Fini alle due giornaliste: «Voi siete molto sfruttati, tutti conoscono la vostra situazione», ha aggiunto Fini. Poi ha invitato il coordinamento a Roma: «Mandatemi tutto via email, così vi ricevo alla
Camera». (ANSA).
Camera». (ANSA).
Mentana condicio
Mentana condicio mi pare che sia l'uovo di colombo e dopo che il tar ha dato ragione a chi sosteneva che la faccenda non poteva andare avanti così, si sono aperte le cataratte e stasera la commissione servizi e prodotti dell'autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha annullato il regolamento sulla par condicio emanato per le Tv private (proprio in in seguito alla sospensione del tar delle disposizioni sui programmi di informazione).
Ma l'occasione di utilizzare il web per le dirette di incontri politici, a cominciare da quella che ci sarà in Campania tra Caldoro e De Luca (in campo neutro in una giornata organizzata dall'ordine dei giornalisti), credo che non vada sprecata: come dice Aldo Grasso sul Corriere, Mentana Condicio rimarrà nella microstoria del giornalismo italiano.
Ma l'occasione di utilizzare il web per le dirette di incontri politici, a cominciare da quella che ci sarà in Campania tra Caldoro e De Luca (in campo neutro in una giornata organizzata dall'ordine dei giornalisti), credo che non vada sprecata: come dice Aldo Grasso sul Corriere, Mentana Condicio rimarrà nella microstoria del giornalismo italiano.
giovedì 4 marzo 2010
A (ri) proposito di digitale
"La Federazione Nazionale della Stampa è pronta per una mobilitazione in favore di radio, tv e agenzie di settore, giornali italiani all'estero e testate dei consumatori. Un gruppo di soggetti editoriali pesantemente colpiti dai tagli dei fondi pubblici ripristinati invece - nel decreto milleproroghe - per i giornali no profit, di partito, cooperative e quelli gestiti da minoranze linguistiche.
E' l'ennesima puntata di un lungo braccio di ferro riguardante il diritto soggettivo alle risorse, eliminato dalla Finanziaria, e poi reintrodotto in extremis dal milleproroghe".
Bisognerebbe ora mobilitarsi per attivare i fondi destinati alle reti digitali e sopratutto per consentire che lo switch off dall'analogico al digitale sia accompagnato da un adeguamento anche dei palinsesti e dei piani editoriali delle imprese coinvolte.
La rivoluzione digitale passa innanzitutto per una rivoluzione di contenuti. Qui si moltiplicano i canali -la tecnologia lo consente - ma le imprese editoriali non investono né in tecnologie né tantomeno in personale (giornalisti, programmisti e tecnici) in grado di riempire di contenuti i nuovi canali che si rendono disponibili. I concessionari finiranno solo per diventare mercanti di nuovi canali? Attenti a protestare e a chiedere benefici per i piccoli pirati dell'etere.
E a proposit di contenuti, oggi la Fnsi denuncia:" Sono arrivati tagli alle emittenti locali dei fondi per le spese elettriche e per gli abbonamenti alle agenzie. In piu' sono state decurtate del 50% anche le risorse all'editoria all'estero".
Come dire, ancor meno materiale a disposizione di chi fa informazione.
E' l'ennesima puntata di un lungo braccio di ferro riguardante il diritto soggettivo alle risorse, eliminato dalla Finanziaria, e poi reintrodotto in extremis dal milleproroghe".
Bisognerebbe ora mobilitarsi per attivare i fondi destinati alle reti digitali e sopratutto per consentire che lo switch off dall'analogico al digitale sia accompagnato da un adeguamento anche dei palinsesti e dei piani editoriali delle imprese coinvolte.
La rivoluzione digitale passa innanzitutto per una rivoluzione di contenuti. Qui si moltiplicano i canali -la tecnologia lo consente - ma le imprese editoriali non investono né in tecnologie né tantomeno in personale (giornalisti, programmisti e tecnici) in grado di riempire di contenuti i nuovi canali che si rendono disponibili. I concessionari finiranno solo per diventare mercanti di nuovi canali? Attenti a protestare e a chiedere benefici per i piccoli pirati dell'etere.
E a proposit di contenuti, oggi la Fnsi denuncia:" Sono arrivati tagli alle emittenti locali dei fondi per le spese elettriche e per gli abbonamenti alle agenzie. In piu' sono state decurtate del 50% anche le risorse all'editoria all'estero".
Come dire, ancor meno materiale a disposizione di chi fa informazione.
a proposito di digitale
100 Mb a 100 milioni di americani: il piano dell'amministrazione Obama colpisce più di ogni progetto che riguarda le energie verdi. Le ricadute su Energia, Sanità e Istruzione di un piano che porti la banda larga dappertutto sono straordinarie.
E lo capiscono anche a Google dove si sono accaparrati a prezzi da fine stagione le reti mondiali di fibra ottica dalle Telecom in crisi. Conosco un'azienda in Campania, si chaiama Alcatel Lucent, che sta per essere svenduta insieme ai dipendenti (qualcosa come 200 ingegneri) nonostante produca tecnologia proprio per le connessioni in fibra ottica. Alcatel trova più conveniente, in una logica economica spietata ma stringente, investire dove sono in corso piani di infrastrutturazione piuttosto che rimanere in Italia a produrre impianti che dovrebbe solo esportare con costi maggiori. Per le comunicazioni digitali ci sarebbero 800 milioni di euro nei piani del governo italiano, ma vincoli di ogni tipo impediscono che vengano spesi.
E lo capiscono anche a Google dove si sono accaparrati a prezzi da fine stagione le reti mondiali di fibra ottica dalle Telecom in crisi. Conosco un'azienda in Campania, si chaiama Alcatel Lucent, che sta per essere svenduta insieme ai dipendenti (qualcosa come 200 ingegneri) nonostante produca tecnologia proprio per le connessioni in fibra ottica. Alcatel trova più conveniente, in una logica economica spietata ma stringente, investire dove sono in corso piani di infrastrutturazione piuttosto che rimanere in Italia a produrre impianti che dovrebbe solo esportare con costi maggiori. Per le comunicazioni digitali ci sarebbero 800 milioni di euro nei piani del governo italiano, ma vincoli di ogni tipo impediscono che vengano spesi.
mercoledì 3 marzo 2010
I guasti della par condicio
La Par Condicio - il termine sarebbe stato inventato da Oscar Luigi Scalfaro un giorno d'estate sul lungomare di Ancona - colpisce ancora. Niente trasmissioni di approfondimento e minuti contati per tutti in Tv in prossimità di elezioni. Ma un occhiuto funzionario dell'Amministrazione provinciale di Avellino ritiene che la par condicio vada applicata finanche ad una sala (il Circolo della Stampa che gestisce l''ordine dei giornalisti della Campania). Cosicchè, quando un'associazione culturale ha chiesto ad un certo numero di candidate (tutte donne) di confrontarsi su una serie di temi di interesse sociale, nella sala - è stato detto loro- che non si poteva accedere, dato che in periodo elettorale va destinata ad altro o comunque alla partecipazione di tutte le forze politiche: per par condicio. Così il dibattito è stato trasferito nella sede del convitto nazionale. Inutile dire che mi pare assurdo che in un altro luogo sia consentito ildibattito e al circolo della stampa,no. Ma al di là del caso specifico (in se risolvibilissimo, si trattava di scavalcare il funzionario troppo scrupoloso), quel che fa paura è l'idea che la par condicio oggi pare sia applicabile a tutto. E l funzionario che non voleva problemi o voleva far piacere (o dispiacere) a qualcuno se n'è immediatamente appropriato.
(a proposito,il convegno su le donne e la poltiica si è fatto comunque)
(a proposito,il convegno su le donne e la poltiica si è fatto comunque)
martedì 2 marzo 2010
Precari in Campania
Siamo a oltre cento giornalisti precari a Napoli, ma direi che il numero raddoppia se si assume come riferimento l'intera regione. E se non si distingue tra professionisti e pubblicisti il fenomeno appare un'onda senza possibilità di fermarsi.
E intanto il digitale terrestre promette di fare nuove vittime tra i colleghi delle tuv locali...
Napoli 26 febbraio 2010. Un questionario per fotografare la realta' del precariato in Campania, un mini-documentario interpretato da giornalisti, testimonianze e storie di cronisti senza contratto. E' partito cosi', a Napoli, il Coordinamento giornalisti precari della Campania. Un centinaio di partecipanti, si legge in una nota, ha preso parte alla prima assemblea pubblica del Coordinamento. Presenti, all'evento, promosso negli spazi della libreria 'Ubik', il presidente dell'Ordine dei giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli; il presidente dell'Assostampa Campania, Vincenzo Colimoro; il presidente dell'Unione Cronisti campani, Renato Rocco e il consigliere del Corecom Campania, Gianni Russo, tra gli altri L'indagine condotta dal Coordinamento, su un campione di oltre cento giornalisti, ha portato alla luce una realtà drammatica: il 36% degli intervistati non percepisce nemmeno un rimborso spese, il 37% non guadagna piu' di 500 euro al mese. Soltanto l'11% degli intervistati risulta contrattualizzato, il 66% risulta ''abusivo'' o con collaborazione ''a progetto'', mentre il 23% del campione risulta disoccupato.Dal dibattito e' emersa la volontà di costituire un'associazione che raccolga le istanze e formalizzi proposte operative per aiutare i colleghi che si affacciano a questa professione e supporti i professionisti con sportelli informativi, seminari e approfondimenti sul giornalismo. Ordine e sindacato hanno dato piena disponibilità ad instaurare un dialogo e una collaborazione con la nascente associazione. Il coordinamento e' anche on line, sul sito www.cronisti.info. (ANSA).
E intanto il digitale terrestre promette di fare nuove vittime tra i colleghi delle tuv locali...
Napoli 26 febbraio 2010. Un questionario per fotografare la realta' del precariato in Campania, un mini-documentario interpretato da giornalisti, testimonianze e storie di cronisti senza contratto. E' partito cosi', a Napoli, il Coordinamento giornalisti precari della Campania. Un centinaio di partecipanti, si legge in una nota, ha preso parte alla prima assemblea pubblica del Coordinamento. Presenti, all'evento, promosso negli spazi della libreria 'Ubik', il presidente dell'Ordine dei giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli; il presidente dell'Assostampa Campania, Vincenzo Colimoro; il presidente dell'Unione Cronisti campani, Renato Rocco e il consigliere del Corecom Campania, Gianni Russo, tra gli altri L'indagine condotta dal Coordinamento, su un campione di oltre cento giornalisti, ha portato alla luce una realtà drammatica: il 36% degli intervistati non percepisce nemmeno un rimborso spese, il 37% non guadagna piu' di 500 euro al mese. Soltanto l'11% degli intervistati risulta contrattualizzato, il 66% risulta ''abusivo'' o con collaborazione ''a progetto'', mentre il 23% del campione risulta disoccupato.Dal dibattito e' emersa la volontà di costituire un'associazione che raccolga le istanze e formalizzi proposte operative per aiutare i colleghi che si affacciano a questa professione e supporti i professionisti con sportelli informativi, seminari e approfondimenti sul giornalismo. Ordine e sindacato hanno dato piena disponibilità ad instaurare un dialogo e una collaborazione con la nascente associazione. Il coordinamento e' anche on line, sul sito www.cronisti.info. (ANSA).
mercoledì 20 gennaio 2010
Colleghi coraggiosi
La Commissione contro la camorra e la criminalità organizzata del consiglio regionale della Campania, presieduta da Luciano Passariello, ha deciso di attribuire un riconoscimento istituzionale ai giornalisti che in Campania più si sono distinti nella lotta all'illegalità ed alla criminalità organizzata.
Per questo motivo la commissione ha istituito un premio che verrà consegnato il 22
gennaio 2010 alle ore 11,30 nella sede del Consiglio regionale (Sala Caduti di Nassiriya).
«Ci è sembrato giusto - afferma Passariello - riconoscere i meriti che i giornalisti,
attraverso il loro lavoro di ricerca della verità e della trasparenza, hanno avuto in questi anni
contrassegnati da un forte impegno civico ed istituzionale di strenua lotta alla criminalità».
I giornalisti verranno premiati al termine di un dibattito al quale interverranno: Alessandro
Pansa, prefetto di Napoli; Franco Roberti, procuratore della Repubblica presso il Tribunale
di Salerno; Raffaele Cantone, magistrato presso la Corte Costituzionale; Ottavio Lucarelli,
presidente dell'Ordine dei Giornalisti della Campania. Modera il direttore del Mattino
Virman Cusenza.
I giornalisti ai quali sarà consegnato il premio sono: Barbara Cangiano, Rosaria
Capacchione, Rosaria Federico, Bruno Guerriero, Vincenzo La Penna, Chiara Marasca,
Enza Nunziato, Roberto Paolo, Gennaro Scala e Conchita Sannino. All'iniziativa
interverranno i consiglieri regionali della Campania, i prefetti ed i questori di tutte e cinque
le province campane.
(ANSA).
Per questo motivo la commissione ha istituito un premio che verrà consegnato il 22
gennaio 2010 alle ore 11,30 nella sede del Consiglio regionale (Sala Caduti di Nassiriya).
«Ci è sembrato giusto - afferma Passariello - riconoscere i meriti che i giornalisti,
attraverso il loro lavoro di ricerca della verità e della trasparenza, hanno avuto in questi anni
contrassegnati da un forte impegno civico ed istituzionale di strenua lotta alla criminalità».
I giornalisti verranno premiati al termine di un dibattito al quale interverranno: Alessandro
Pansa, prefetto di Napoli; Franco Roberti, procuratore della Repubblica presso il Tribunale
di Salerno; Raffaele Cantone, magistrato presso la Corte Costituzionale; Ottavio Lucarelli,
presidente dell'Ordine dei Giornalisti della Campania. Modera il direttore del Mattino
Virman Cusenza.
I giornalisti ai quali sarà consegnato il premio sono: Barbara Cangiano, Rosaria
Capacchione, Rosaria Federico, Bruno Guerriero, Vincenzo La Penna, Chiara Marasca,
Enza Nunziato, Roberto Paolo, Gennaro Scala e Conchita Sannino. All'iniziativa
interverranno i consiglieri regionali della Campania, i prefetti ed i questori di tutte e cinque
le province campane.
(ANSA).
martedì 19 gennaio 2010
Digitale pedestre
Ma che sta succedendo al sistema radiotelevisivo privato della Campania? Il digitale terrestro è arrivato a spazzare via certezze, fatturato pubblicitario,posti di lavoro e frequenze.
La “banda larga” del digitale avrebbe dovuto consentire di implementare le produzioni e i canali, ma i +1 sono privi di contenuti,allo stato. (anzi alcuni dicono che la parcellizzazione dell'offerta sui +1 farà vertiginosamente calare audience e tariffe pubblicitarie)
Anzi pare che la sovrapposizione di canali che fa impazzire i decoder (e le vecchiette che non sanno riprogrammarli) stia portando alla ribalta solo nuovi predoni dell'etere. I risultati? Se tutto va bene si andrà ad una sinergia virtuosa tra i piccoli che mettendo a sistema risorse e reti potrebbero approfittare dell'opportunità per moltiplicare la loro offerta. Se va male si andrà alla morte dei piccoli, anche dei canali storici nati nell'era delle Tv libere e del loro portato di cultura professionale ed esperienza. Il tutto a favore dei grandi gruppi (quei pochi che si sono, specie al sud) che magari con investimenti e professione copriranno il territorio ma forse fagociteranno voci libere.
La sensibilità di editori e direttori dovrebbe salvaguardare il territorio e le voci della periferia, ma i conti economici evidentemente non si sa quanto potranno concedere al romantico richiamo al quartiere,
Detto ciò al momento accade che i piccoli sono in affanno,i decoder restituiscono schermi quadrettati, sinonimo di cattiva sintonia. Gli investitori pubblicitari sono disorientati egli spettatori anche.
E fioccano alla Regione le richieste degli editori Tv di cassa integrazione in deroga per crisi aziendale causa digitale.
L'opportunità che si immaginava con lo switch off dall'analogico al digitale s'è già esaurita??
La “banda larga” del digitale avrebbe dovuto consentire di implementare le produzioni e i canali, ma i +1 sono privi di contenuti,allo stato. (anzi alcuni dicono che la parcellizzazione dell'offerta sui +1 farà vertiginosamente calare audience e tariffe pubblicitarie)
Anzi pare che la sovrapposizione di canali che fa impazzire i decoder (e le vecchiette che non sanno riprogrammarli) stia portando alla ribalta solo nuovi predoni dell'etere. I risultati? Se tutto va bene si andrà ad una sinergia virtuosa tra i piccoli che mettendo a sistema risorse e reti potrebbero approfittare dell'opportunità per moltiplicare la loro offerta. Se va male si andrà alla morte dei piccoli, anche dei canali storici nati nell'era delle Tv libere e del loro portato di cultura professionale ed esperienza. Il tutto a favore dei grandi gruppi (quei pochi che si sono, specie al sud) che magari con investimenti e professione copriranno il territorio ma forse fagociteranno voci libere.
La sensibilità di editori e direttori dovrebbe salvaguardare il territorio e le voci della periferia, ma i conti economici evidentemente non si sa quanto potranno concedere al romantico richiamo al quartiere,
Detto ciò al momento accade che i piccoli sono in affanno,i decoder restituiscono schermi quadrettati, sinonimo di cattiva sintonia. Gli investitori pubblicitari sono disorientati egli spettatori anche.
E fioccano alla Regione le richieste degli editori Tv di cassa integrazione in deroga per crisi aziendale causa digitale.
L'opportunità che si immaginava con lo switch off dall'analogico al digitale s'è già esaurita??
martedì 12 gennaio 2010
il 9 gennaio eravamo in 200
Eravamo in duecento, Sono contento del lavoro che stiamo facendo ad Avellino
se riusciremo anche a creare un gruppo di lavoro sul progetto di circolo della stampa potremo mettere insieme qualche testa in più per dare una mano sia ad un progetto culturale (tutto da costruire) sia ai colleghi quelli più giovani o in difficoltà.
E' un momento difficile,di transizione,come sempre d'altra parte, e allora diamoci un aiuto per progettare un lavoro comune a cominciare anche dalla provincia, anche da un'area ai margini della regione ma che mi pare ricca di tanta “ispirazione”.
Dopo l'appuntamento con la giornata dei giornalisti del 9 gennaio a fine mese si terrà un altro incontro dell'ordine che servirà per mettere a punto sia il progetto di associazione locale che per la firma del protocollo d'intesa con la Provincia di Avellino.
Mettiamoci al lavoro per dare un contenuto agli spazi del circolo della stampa.
ecco un resoconto della giornata da Il Mattino
di Rosa De Angelis
Si parte dal contenitore: il Circolo della Stampa. Per arrivare ai contenuti. La metafora dello spazio da riempire viene usata dal presidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania Ottavio Lucarelli e dal segretario del sindacato regionale di categoria Gianni Colucci per spiegare come, partendo dal Circolo della Stampa, inaugurato il 23 novembre scorso, si debba arrivare alla costituzione di un’associazione dei giornalisti irpini. Via libera dell’Ordine dei Giornalisti della Campania alla firma di una convenzione con la Provincia di Avellino per sancire il passaggio di consegne della struttura di corso Vittorio Emanuele dall’amministrazione provinciale all’ente di categoria. «Da lunedì - spiega Lucarelli - lavoreremo con la Provincia per la realizzazione dell’accordo». Il Circolo della stampa, un tempo luogo di ritrovo per i giornalisti irpini, è rimasto chiuso per 29 anni, dal terremoto, ed è stato riaperto recentemente. «Da un lato - spiega il presidente dell’Ordine - abbiamo l’opportunità di firmare una convenzione con la Provincia, poi c’è la necessità di riempire questo contenitore di sostanza. Noi, come Ordine, possiamo mettere dei fondi in bilancio per delle iniziative, ma spetta poi ai giornalisti irpini la gestione della sede». Come spiega il segretario del sindacato regionale «la convenzione consente di ottenere la gestione di questa struttura» da parte dell’Ordine. Il Circolo rappresenterà un ufficio distaccato dell’ente di categoria, dedicato allo svolgimento delle pratiche burocratiche legate alla professione, ma l’obiettivo è più ambizioso: offrire ai giornalisti irpini uno spazio di rappresentanza legato alla specificità locale. Oltre quattrocento i giornalisti, tra professionisti e pubblicisti, in tutta la provincia di Avellino. Per loro l’opportunità di uno spazio dedicato a iniziative culturali e di confronto sulle problematiche legate al lavoro. L’obiettivo dell’incontro, per Gianni Colucci, è «avviare un progetto associativo per l’Irpinia a cominciare dall’utilizzo della nuova struttura del Circolo della stampa, affidataci dal presidente della provincia Cosimo Sibilia». Giovedì 28 si terrà ad Avellino una riunione formale del consiglio dell’Ordine dei giornalisti. Una scelta che ha un indubbio valore simbolico ma che vuole anche costituire un segnale di estrema attenzione a quanto si muove in Irpinia. Da parte sua, l’amministrazione provinciale si è detta disponibile a firmare a breve la convenzione per dare vita al progetto. Il prossimo passo sarà decidere concretamente in che modo verrà gestito il Circolo della stampa come sede di rappresentanza provinciale. © RIPRODUZIONE RISERVATA
se riusciremo anche a creare un gruppo di lavoro sul progetto di circolo della stampa potremo mettere insieme qualche testa in più per dare una mano sia ad un progetto culturale (tutto da costruire) sia ai colleghi quelli più giovani o in difficoltà.
E' un momento difficile,di transizione,come sempre d'altra parte, e allora diamoci un aiuto per progettare un lavoro comune a cominciare anche dalla provincia, anche da un'area ai margini della regione ma che mi pare ricca di tanta “ispirazione”.
Dopo l'appuntamento con la giornata dei giornalisti del 9 gennaio a fine mese si terrà un altro incontro dell'ordine che servirà per mettere a punto sia il progetto di associazione locale che per la firma del protocollo d'intesa con la Provincia di Avellino.
Mettiamoci al lavoro per dare un contenuto agli spazi del circolo della stampa.
ecco un resoconto della giornata da Il Mattino
di Rosa De Angelis
Si parte dal contenitore: il Circolo della Stampa. Per arrivare ai contenuti. La metafora dello spazio da riempire viene usata dal presidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania Ottavio Lucarelli e dal segretario del sindacato regionale di categoria Gianni Colucci per spiegare come, partendo dal Circolo della Stampa, inaugurato il 23 novembre scorso, si debba arrivare alla costituzione di un’associazione dei giornalisti irpini. Via libera dell’Ordine dei Giornalisti della Campania alla firma di una convenzione con la Provincia di Avellino per sancire il passaggio di consegne della struttura di corso Vittorio Emanuele dall’amministrazione provinciale all’ente di categoria. «Da lunedì - spiega Lucarelli - lavoreremo con la Provincia per la realizzazione dell’accordo». Il Circolo della stampa, un tempo luogo di ritrovo per i giornalisti irpini, è rimasto chiuso per 29 anni, dal terremoto, ed è stato riaperto recentemente. «Da un lato - spiega il presidente dell’Ordine - abbiamo l’opportunità di firmare una convenzione con la Provincia, poi c’è la necessità di riempire questo contenitore di sostanza. Noi, come Ordine, possiamo mettere dei fondi in bilancio per delle iniziative, ma spetta poi ai giornalisti irpini la gestione della sede». Come spiega il segretario del sindacato regionale «la convenzione consente di ottenere la gestione di questa struttura» da parte dell’Ordine. Il Circolo rappresenterà un ufficio distaccato dell’ente di categoria, dedicato allo svolgimento delle pratiche burocratiche legate alla professione, ma l’obiettivo è più ambizioso: offrire ai giornalisti irpini uno spazio di rappresentanza legato alla specificità locale. Oltre quattrocento i giornalisti, tra professionisti e pubblicisti, in tutta la provincia di Avellino. Per loro l’opportunità di uno spazio dedicato a iniziative culturali e di confronto sulle problematiche legate al lavoro. L’obiettivo dell’incontro, per Gianni Colucci, è «avviare un progetto associativo per l’Irpinia a cominciare dall’utilizzo della nuova struttura del Circolo della stampa, affidataci dal presidente della provincia Cosimo Sibilia». Giovedì 28 si terrà ad Avellino una riunione formale del consiglio dell’Ordine dei giornalisti. Una scelta che ha un indubbio valore simbolico ma che vuole anche costituire un segnale di estrema attenzione a quanto si muove in Irpinia. Da parte sua, l’amministrazione provinciale si è detta disponibile a firmare a breve la convenzione per dare vita al progetto. Il prossimo passo sarà decidere concretamente in che modo verrà gestito il Circolo della stampa come sede di rappresentanza provinciale. © RIPRODUZIONE RISERVATA
domenica 10 gennaio 2010
Ma la Iena graffia ancora
NAPOLI, 10 GEN - Il giornalista napoletano Alessandro Migliaccio è stato bersaglio di un atto intimidatorio, oggi, a Napoli, nel quartiere Poggioreale, mentre portava avanti una inchiesta giornalistica nata dalle denunce di alcune ragazze, che sostengono di essere state molestate dall'ex parroco della chiesa del SS. Rosario, poi trasferito ad altra sede. Redattore de 'Il Napoli" e collaboratore de 'Le Iene", Migliaccio stava svolgendo alcune interviste in via Traccia, fra i fedeli, con la troupe della trasmissione televisiva e con l'inviato Giulio Golia, nell'ambito di una inchiesta avviata nei mesi scorsi.
L'inchiesta sulle presunte molestie consumate nella sagrestia della chiesa è stata argomento di due puntate della trasmissione di Italia Uno, e di diversi articoli del quotidiano napoletano, a firma di Migliaccio. Proprio nel corso della seconda puntata, andata in onda prima di Natale, Migliaccio era apparso in tv «Le Iene» con una testimonianza sulle presunte violenze sessuali consumate nella chiesa di Poggioreale. Poco prima dell'atto intimidatorio, si erano verificati attimi di tensione all'uscita dei fedeli dalla chiesa durante le interviste realizzate dalla troupe de «Le Iene» e da Migliaccio. Sul posto, una volante ha effettuato la constatazione del danno subito dall'auto di Migliaccio, il quale ha denunciato l'accaduto in questura.
Ma Migliaccio graffia ancora
L'inchiesta sulle presunte molestie consumate nella sagrestia della chiesa è stata argomento di due puntate della trasmissione di Italia Uno, e di diversi articoli del quotidiano napoletano, a firma di Migliaccio. Proprio nel corso della seconda puntata, andata in onda prima di Natale, Migliaccio era apparso in tv «Le Iene» con una testimonianza sulle presunte violenze sessuali consumate nella chiesa di Poggioreale. Poco prima dell'atto intimidatorio, si erano verificati attimi di tensione all'uscita dei fedeli dalla chiesa durante le interviste realizzate dalla troupe de «Le Iene» e da Migliaccio. Sul posto, una volante ha effettuato la constatazione del danno subito dall'auto di Migliaccio, il quale ha denunciato l'accaduto in questura.
Ma Migliaccio graffia ancora
venerdì 8 gennaio 2010
Giornalisti al Circolo
sabato 9 gennaio al circolo della stampa di Avellino riunione su Associazione avellinese dei giornalisti e vita della categoria.
Ci sarà insieme a me Ottavio Lucarelli,presidente dell'ordine dei giornalisti della Campania. Per avviare un progetto associativo per la provincia di Avellino - siamo sui 400 giornalisti professionisti e pubblicisti -a cominciare dall'utilizzo della nuova struttura del circolo della stampa affidataci dal presidente della Provincia Cosimo Sibilia.
Chi è iscritto a Facebook trova alla bacheca "giornalisti di Avellino" un po' dibattito alimentato da Lino Sorrentini.
Ci sarà insieme a me Ottavio Lucarelli,presidente dell'ordine dei giornalisti della Campania. Per avviare un progetto associativo per la provincia di Avellino - siamo sui 400 giornalisti professionisti e pubblicisti -a cominciare dall'utilizzo della nuova struttura del circolo della stampa affidataci dal presidente della Provincia Cosimo Sibilia.
Chi è iscritto a Facebook trova alla bacheca "giornalisti di Avellino" un po' dibattito alimentato da Lino Sorrentini.
mercoledì 23 dicembre 2009
circolo della stampa, una mostra su palatucci
Al Circolo della stampa dal 23 dicembre 2009 al 10 gennaio 2010 mostra per il centenario della nascita di Giovanni Palatucci organizzata dall'Amministrazione Provinciale e dall'Ordine dei Giornalisti. Il 30 dicembre intervista pubblica al prefetto Carlo De Stefano sui suoi 40 anni di carriera ai vertici della polizia di Stato. “Per essere liberi Come Giovanni” è il titolo di una mostra realizzata in occasione del centenario della nascita di Giovanni Palatucci, l’eroico questore di Fiume italiana originario di Montella che con il suo sacrificio salvò la vita a migliaia di ebrei negli anni a cavallo della seconda guerra mondiale. La mostra, al termine di un lungo giro in numerose città italiane, arriva ad Avellino per iniziativa della Provincia di Avellino e dell’Ordine regionale dei giornalisti, ospitata nei locali del circolo della Stampa di Corso Vittorio Emanuele. L’inaugurazione è fissata per mercoledì 23 dicembre alle 17, alla presenza del presidente della Provincia Cosimo Sibilia, del presidente regionale dell’Ordine dei giornalisti Ottavio Lucarelli e del segretario regionale dell’Assostampa Gianni Colucci. La mostra sarà aperta al pubblico fino al 10 gennaio con orario dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 20.
venerdì 4 dicembre 2009
il contratto secondo Morabito
Anche a me capita di tenere lezioni ai praticanti che si apprestano all'esame.Mi capita da mesi, e m'è successo proprio in concomitanza del rinnovo contrattuale. Per la verità distribuisco dispensine, un po' depurate, tratte dal sito dell'fnsi. Mi riservo il commento "a voce", ed è un commento che deriva dalla per me traumatica vertenza del giornale per cui lavoro che - in qualche modo - ha aperto la stagione degli stati di crisi dell'editoria italiana. Un nuovo contratto (e le contraddizioni e le polemiche e gli scontri che ne hanno accompagnato la nascita, compreso il referendum ex post) e una crisi aziendale vissuta in prima persona dovendo applicare anche nuovi strumenti ultra-416, sono stati una bella esperienza. Ma quando ho letto quelle dispense che si distribuiscono ai corsi dell'ordine di Fiuggi firmate da Morabito (seduto accanto a me nella vertenza al ministero del lavoro di cui sopra), i sensi di colpa che mi vengono mentre commento il nuovo contratto ai praticanti campani, beh mi passano.Quindi vi invito a leggere quel che Morabito scrive,non vedo a che serva la censura quando finanche criticare la carta costituzionale in Italia è diventato sport nazionale...
il link al sito di Abruzzo:
http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=4771
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http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=4771
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