La Commissione contro la camorra e la criminalità organizzata del consiglio regionale della Campania, presieduta da Luciano Passariello, ha deciso di attribuire un riconoscimento istituzionale ai giornalisti che in Campania più si sono distinti nella lotta all'illegalità ed alla criminalità organizzata.
Per questo motivo la commissione ha istituito un premio che verrà consegnato il 22
gennaio 2010 alle ore 11,30 nella sede del Consiglio regionale (Sala Caduti di Nassiriya).
«Ci è sembrato giusto - afferma Passariello - riconoscere i meriti che i giornalisti,
attraverso il loro lavoro di ricerca della verità e della trasparenza, hanno avuto in questi anni
contrassegnati da un forte impegno civico ed istituzionale di strenua lotta alla criminalità».
I giornalisti verranno premiati al termine di un dibattito al quale interverranno: Alessandro
Pansa, prefetto di Napoli; Franco Roberti, procuratore della Repubblica presso il Tribunale
di Salerno; Raffaele Cantone, magistrato presso la Corte Costituzionale; Ottavio Lucarelli,
presidente dell'Ordine dei Giornalisti della Campania. Modera il direttore del Mattino
Virman Cusenza.
I giornalisti ai quali sarà consegnato il premio sono: Barbara Cangiano, Rosaria
Capacchione, Rosaria Federico, Bruno Guerriero, Vincenzo La Penna, Chiara Marasca,
Enza Nunziato, Roberto Paolo, Gennaro Scala e Conchita Sannino. All'iniziativa
interverranno i consiglieri regionali della Campania, i prefetti ed i questori di tutte e cinque
le province campane.
(ANSA).
mercoledì 20 gennaio 2010
martedì 19 gennaio 2010
Digitale pedestre
Ma che sta succedendo al sistema radiotelevisivo privato della Campania? Il digitale terrestro è arrivato a spazzare via certezze, fatturato pubblicitario,posti di lavoro e frequenze.
La “banda larga” del digitale avrebbe dovuto consentire di implementare le produzioni e i canali, ma i +1 sono privi di contenuti,allo stato. (anzi alcuni dicono che la parcellizzazione dell'offerta sui +1 farà vertiginosamente calare audience e tariffe pubblicitarie)
Anzi pare che la sovrapposizione di canali che fa impazzire i decoder (e le vecchiette che non sanno riprogrammarli) stia portando alla ribalta solo nuovi predoni dell'etere. I risultati? Se tutto va bene si andrà ad una sinergia virtuosa tra i piccoli che mettendo a sistema risorse e reti potrebbero approfittare dell'opportunità per moltiplicare la loro offerta. Se va male si andrà alla morte dei piccoli, anche dei canali storici nati nell'era delle Tv libere e del loro portato di cultura professionale ed esperienza. Il tutto a favore dei grandi gruppi (quei pochi che si sono, specie al sud) che magari con investimenti e professione copriranno il territorio ma forse fagociteranno voci libere.
La sensibilità di editori e direttori dovrebbe salvaguardare il territorio e le voci della periferia, ma i conti economici evidentemente non si sa quanto potranno concedere al romantico richiamo al quartiere,
Detto ciò al momento accade che i piccoli sono in affanno,i decoder restituiscono schermi quadrettati, sinonimo di cattiva sintonia. Gli investitori pubblicitari sono disorientati egli spettatori anche.
E fioccano alla Regione le richieste degli editori Tv di cassa integrazione in deroga per crisi aziendale causa digitale.
L'opportunità che si immaginava con lo switch off dall'analogico al digitale s'è già esaurita??
La “banda larga” del digitale avrebbe dovuto consentire di implementare le produzioni e i canali, ma i +1 sono privi di contenuti,allo stato. (anzi alcuni dicono che la parcellizzazione dell'offerta sui +1 farà vertiginosamente calare audience e tariffe pubblicitarie)
Anzi pare che la sovrapposizione di canali che fa impazzire i decoder (e le vecchiette che non sanno riprogrammarli) stia portando alla ribalta solo nuovi predoni dell'etere. I risultati? Se tutto va bene si andrà ad una sinergia virtuosa tra i piccoli che mettendo a sistema risorse e reti potrebbero approfittare dell'opportunità per moltiplicare la loro offerta. Se va male si andrà alla morte dei piccoli, anche dei canali storici nati nell'era delle Tv libere e del loro portato di cultura professionale ed esperienza. Il tutto a favore dei grandi gruppi (quei pochi che si sono, specie al sud) che magari con investimenti e professione copriranno il territorio ma forse fagociteranno voci libere.
La sensibilità di editori e direttori dovrebbe salvaguardare il territorio e le voci della periferia, ma i conti economici evidentemente non si sa quanto potranno concedere al romantico richiamo al quartiere,
Detto ciò al momento accade che i piccoli sono in affanno,i decoder restituiscono schermi quadrettati, sinonimo di cattiva sintonia. Gli investitori pubblicitari sono disorientati egli spettatori anche.
E fioccano alla Regione le richieste degli editori Tv di cassa integrazione in deroga per crisi aziendale causa digitale.
L'opportunità che si immaginava con lo switch off dall'analogico al digitale s'è già esaurita??
martedì 12 gennaio 2010
il 9 gennaio eravamo in 200
Eravamo in duecento, Sono contento del lavoro che stiamo facendo ad Avellino
se riusciremo anche a creare un gruppo di lavoro sul progetto di circolo della stampa potremo mettere insieme qualche testa in più per dare una mano sia ad un progetto culturale (tutto da costruire) sia ai colleghi quelli più giovani o in difficoltà.
E' un momento difficile,di transizione,come sempre d'altra parte, e allora diamoci un aiuto per progettare un lavoro comune a cominciare anche dalla provincia, anche da un'area ai margini della regione ma che mi pare ricca di tanta “ispirazione”.
Dopo l'appuntamento con la giornata dei giornalisti del 9 gennaio a fine mese si terrà un altro incontro dell'ordine che servirà per mettere a punto sia il progetto di associazione locale che per la firma del protocollo d'intesa con la Provincia di Avellino.
Mettiamoci al lavoro per dare un contenuto agli spazi del circolo della stampa.
ecco un resoconto della giornata da Il Mattino
di Rosa De Angelis
Si parte dal contenitore: il Circolo della Stampa. Per arrivare ai contenuti. La metafora dello spazio da riempire viene usata dal presidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania Ottavio Lucarelli e dal segretario del sindacato regionale di categoria Gianni Colucci per spiegare come, partendo dal Circolo della Stampa, inaugurato il 23 novembre scorso, si debba arrivare alla costituzione di un’associazione dei giornalisti irpini. Via libera dell’Ordine dei Giornalisti della Campania alla firma di una convenzione con la Provincia di Avellino per sancire il passaggio di consegne della struttura di corso Vittorio Emanuele dall’amministrazione provinciale all’ente di categoria. «Da lunedì - spiega Lucarelli - lavoreremo con la Provincia per la realizzazione dell’accordo». Il Circolo della stampa, un tempo luogo di ritrovo per i giornalisti irpini, è rimasto chiuso per 29 anni, dal terremoto, ed è stato riaperto recentemente. «Da un lato - spiega il presidente dell’Ordine - abbiamo l’opportunità di firmare una convenzione con la Provincia, poi c’è la necessità di riempire questo contenitore di sostanza. Noi, come Ordine, possiamo mettere dei fondi in bilancio per delle iniziative, ma spetta poi ai giornalisti irpini la gestione della sede». Come spiega il segretario del sindacato regionale «la convenzione consente di ottenere la gestione di questa struttura» da parte dell’Ordine. Il Circolo rappresenterà un ufficio distaccato dell’ente di categoria, dedicato allo svolgimento delle pratiche burocratiche legate alla professione, ma l’obiettivo è più ambizioso: offrire ai giornalisti irpini uno spazio di rappresentanza legato alla specificità locale. Oltre quattrocento i giornalisti, tra professionisti e pubblicisti, in tutta la provincia di Avellino. Per loro l’opportunità di uno spazio dedicato a iniziative culturali e di confronto sulle problematiche legate al lavoro. L’obiettivo dell’incontro, per Gianni Colucci, è «avviare un progetto associativo per l’Irpinia a cominciare dall’utilizzo della nuova struttura del Circolo della stampa, affidataci dal presidente della provincia Cosimo Sibilia». Giovedì 28 si terrà ad Avellino una riunione formale del consiglio dell’Ordine dei giornalisti. Una scelta che ha un indubbio valore simbolico ma che vuole anche costituire un segnale di estrema attenzione a quanto si muove in Irpinia. Da parte sua, l’amministrazione provinciale si è detta disponibile a firmare a breve la convenzione per dare vita al progetto. Il prossimo passo sarà decidere concretamente in che modo verrà gestito il Circolo della stampa come sede di rappresentanza provinciale. © RIPRODUZIONE RISERVATA
se riusciremo anche a creare un gruppo di lavoro sul progetto di circolo della stampa potremo mettere insieme qualche testa in più per dare una mano sia ad un progetto culturale (tutto da costruire) sia ai colleghi quelli più giovani o in difficoltà.
E' un momento difficile,di transizione,come sempre d'altra parte, e allora diamoci un aiuto per progettare un lavoro comune a cominciare anche dalla provincia, anche da un'area ai margini della regione ma che mi pare ricca di tanta “ispirazione”.
Dopo l'appuntamento con la giornata dei giornalisti del 9 gennaio a fine mese si terrà un altro incontro dell'ordine che servirà per mettere a punto sia il progetto di associazione locale che per la firma del protocollo d'intesa con la Provincia di Avellino.
Mettiamoci al lavoro per dare un contenuto agli spazi del circolo della stampa.
ecco un resoconto della giornata da Il Mattino
di Rosa De Angelis
Si parte dal contenitore: il Circolo della Stampa. Per arrivare ai contenuti. La metafora dello spazio da riempire viene usata dal presidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania Ottavio Lucarelli e dal segretario del sindacato regionale di categoria Gianni Colucci per spiegare come, partendo dal Circolo della Stampa, inaugurato il 23 novembre scorso, si debba arrivare alla costituzione di un’associazione dei giornalisti irpini. Via libera dell’Ordine dei Giornalisti della Campania alla firma di una convenzione con la Provincia di Avellino per sancire il passaggio di consegne della struttura di corso Vittorio Emanuele dall’amministrazione provinciale all’ente di categoria. «Da lunedì - spiega Lucarelli - lavoreremo con la Provincia per la realizzazione dell’accordo». Il Circolo della stampa, un tempo luogo di ritrovo per i giornalisti irpini, è rimasto chiuso per 29 anni, dal terremoto, ed è stato riaperto recentemente. «Da un lato - spiega il presidente dell’Ordine - abbiamo l’opportunità di firmare una convenzione con la Provincia, poi c’è la necessità di riempire questo contenitore di sostanza. Noi, come Ordine, possiamo mettere dei fondi in bilancio per delle iniziative, ma spetta poi ai giornalisti irpini la gestione della sede». Come spiega il segretario del sindacato regionale «la convenzione consente di ottenere la gestione di questa struttura» da parte dell’Ordine. Il Circolo rappresenterà un ufficio distaccato dell’ente di categoria, dedicato allo svolgimento delle pratiche burocratiche legate alla professione, ma l’obiettivo è più ambizioso: offrire ai giornalisti irpini uno spazio di rappresentanza legato alla specificità locale. Oltre quattrocento i giornalisti, tra professionisti e pubblicisti, in tutta la provincia di Avellino. Per loro l’opportunità di uno spazio dedicato a iniziative culturali e di confronto sulle problematiche legate al lavoro. L’obiettivo dell’incontro, per Gianni Colucci, è «avviare un progetto associativo per l’Irpinia a cominciare dall’utilizzo della nuova struttura del Circolo della stampa, affidataci dal presidente della provincia Cosimo Sibilia». Giovedì 28 si terrà ad Avellino una riunione formale del consiglio dell’Ordine dei giornalisti. Una scelta che ha un indubbio valore simbolico ma che vuole anche costituire un segnale di estrema attenzione a quanto si muove in Irpinia. Da parte sua, l’amministrazione provinciale si è detta disponibile a firmare a breve la convenzione per dare vita al progetto. Il prossimo passo sarà decidere concretamente in che modo verrà gestito il Circolo della stampa come sede di rappresentanza provinciale. © RIPRODUZIONE RISERVATA
domenica 10 gennaio 2010
Ma la Iena graffia ancora
NAPOLI, 10 GEN - Il giornalista napoletano Alessandro Migliaccio è stato bersaglio di un atto intimidatorio, oggi, a Napoli, nel quartiere Poggioreale, mentre portava avanti una inchiesta giornalistica nata dalle denunce di alcune ragazze, che sostengono di essere state molestate dall'ex parroco della chiesa del SS. Rosario, poi trasferito ad altra sede. Redattore de 'Il Napoli" e collaboratore de 'Le Iene", Migliaccio stava svolgendo alcune interviste in via Traccia, fra i fedeli, con la troupe della trasmissione televisiva e con l'inviato Giulio Golia, nell'ambito di una inchiesta avviata nei mesi scorsi.
L'inchiesta sulle presunte molestie consumate nella sagrestia della chiesa è stata argomento di due puntate della trasmissione di Italia Uno, e di diversi articoli del quotidiano napoletano, a firma di Migliaccio. Proprio nel corso della seconda puntata, andata in onda prima di Natale, Migliaccio era apparso in tv «Le Iene» con una testimonianza sulle presunte violenze sessuali consumate nella chiesa di Poggioreale. Poco prima dell'atto intimidatorio, si erano verificati attimi di tensione all'uscita dei fedeli dalla chiesa durante le interviste realizzate dalla troupe de «Le Iene» e da Migliaccio. Sul posto, una volante ha effettuato la constatazione del danno subito dall'auto di Migliaccio, il quale ha denunciato l'accaduto in questura.
Ma Migliaccio graffia ancora
L'inchiesta sulle presunte molestie consumate nella sagrestia della chiesa è stata argomento di due puntate della trasmissione di Italia Uno, e di diversi articoli del quotidiano napoletano, a firma di Migliaccio. Proprio nel corso della seconda puntata, andata in onda prima di Natale, Migliaccio era apparso in tv «Le Iene» con una testimonianza sulle presunte violenze sessuali consumate nella chiesa di Poggioreale. Poco prima dell'atto intimidatorio, si erano verificati attimi di tensione all'uscita dei fedeli dalla chiesa durante le interviste realizzate dalla troupe de «Le Iene» e da Migliaccio. Sul posto, una volante ha effettuato la constatazione del danno subito dall'auto di Migliaccio, il quale ha denunciato l'accaduto in questura.
Ma Migliaccio graffia ancora
venerdì 8 gennaio 2010
Giornalisti al Circolo
sabato 9 gennaio al circolo della stampa di Avellino riunione su Associazione avellinese dei giornalisti e vita della categoria.
Ci sarà insieme a me Ottavio Lucarelli,presidente dell'ordine dei giornalisti della Campania. Per avviare un progetto associativo per la provincia di Avellino - siamo sui 400 giornalisti professionisti e pubblicisti -a cominciare dall'utilizzo della nuova struttura del circolo della stampa affidataci dal presidente della Provincia Cosimo Sibilia.
Chi è iscritto a Facebook trova alla bacheca "giornalisti di Avellino" un po' dibattito alimentato da Lino Sorrentini.
Ci sarà insieme a me Ottavio Lucarelli,presidente dell'ordine dei giornalisti della Campania. Per avviare un progetto associativo per la provincia di Avellino - siamo sui 400 giornalisti professionisti e pubblicisti -a cominciare dall'utilizzo della nuova struttura del circolo della stampa affidataci dal presidente della Provincia Cosimo Sibilia.
Chi è iscritto a Facebook trova alla bacheca "giornalisti di Avellino" un po' dibattito alimentato da Lino Sorrentini.
mercoledì 23 dicembre 2009
circolo della stampa, una mostra su palatucci
Al Circolo della stampa dal 23 dicembre 2009 al 10 gennaio 2010 mostra per il centenario della nascita di Giovanni Palatucci organizzata dall'Amministrazione Provinciale e dall'Ordine dei Giornalisti. Il 30 dicembre intervista pubblica al prefetto Carlo De Stefano sui suoi 40 anni di carriera ai vertici della polizia di Stato. “Per essere liberi Come Giovanni” è il titolo di una mostra realizzata in occasione del centenario della nascita di Giovanni Palatucci, l’eroico questore di Fiume italiana originario di Montella che con il suo sacrificio salvò la vita a migliaia di ebrei negli anni a cavallo della seconda guerra mondiale. La mostra, al termine di un lungo giro in numerose città italiane, arriva ad Avellino per iniziativa della Provincia di Avellino e dell’Ordine regionale dei giornalisti, ospitata nei locali del circolo della Stampa di Corso Vittorio Emanuele. L’inaugurazione è fissata per mercoledì 23 dicembre alle 17, alla presenza del presidente della Provincia Cosimo Sibilia, del presidente regionale dell’Ordine dei giornalisti Ottavio Lucarelli e del segretario regionale dell’Assostampa Gianni Colucci. La mostra sarà aperta al pubblico fino al 10 gennaio con orario dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 20.
venerdì 4 dicembre 2009
il contratto secondo Morabito
Anche a me capita di tenere lezioni ai praticanti che si apprestano all'esame.Mi capita da mesi, e m'è successo proprio in concomitanza del rinnovo contrattuale. Per la verità distribuisco dispensine, un po' depurate, tratte dal sito dell'fnsi. Mi riservo il commento "a voce", ed è un commento che deriva dalla per me traumatica vertenza del giornale per cui lavoro che - in qualche modo - ha aperto la stagione degli stati di crisi dell'editoria italiana. Un nuovo contratto (e le contraddizioni e le polemiche e gli scontri che ne hanno accompagnato la nascita, compreso il referendum ex post) e una crisi aziendale vissuta in prima persona dovendo applicare anche nuovi strumenti ultra-416, sono stati una bella esperienza. Ma quando ho letto quelle dispense che si distribuiscono ai corsi dell'ordine di Fiuggi firmate da Morabito (seduto accanto a me nella vertenza al ministero del lavoro di cui sopra), i sensi di colpa che mi vengono mentre commento il nuovo contratto ai praticanti campani, beh mi passano.Quindi vi invito a leggere quel che Morabito scrive,non vedo a che serva la censura quando finanche criticare la carta costituzionale in Italia è diventato sport nazionale...
il link al sito di Abruzzo:
http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=4771
il link al sito di Abruzzo:
http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=4771
lunedì 23 novembre 2009
Circolo Avellino, diamolo ai giovani
Lavorare ad un progetto per il circolo dela stampa di Avellino. Da oggi, dopo l'inaugurazione dei locali (ore 16,30, corso Vittorio Emanuele) mettiamoci al lavoro. Dobbiamo ricostruire l'attività sociale sostanzialmete, per dare a questo circolo un senso ed un ruolo.
Il paradosso? La Provincia ha dovuto costruire una relazione con l'Ordine regionale, trovando l'inteligente sensibilità del presidente Ottavio Lucarelli, per aprire la sede. Ad Avellino non c'era - anche per responsabiltà di un'associazionr regionale troppo concentrata sulle tematiche napolicentriche - ormai da un ventennio nessuna istitizione che raccogliesse i colleghi. Ora che c'è il contenitore, potranno fiorire le idee? Se non si farà come al solito a gara per mettere cappello sul circolo ed alimentare scontri perdonali, forse sì. Che siano i giornaisti più giovani a prenderne la gestione, quelli di una certa età hanno altro da fare.
Il paradosso? La Provincia ha dovuto costruire una relazione con l'Ordine regionale, trovando l'inteligente sensibilità del presidente Ottavio Lucarelli, per aprire la sede. Ad Avellino non c'era - anche per responsabiltà di un'associazionr regionale troppo concentrata sulle tematiche napolicentriche - ormai da un ventennio nessuna istitizione che raccogliesse i colleghi. Ora che c'è il contenitore, potranno fiorire le idee? Se non si farà come al solito a gara per mettere cappello sul circolo ed alimentare scontri perdonali, forse sì. Che siano i giornaisti più giovani a prenderne la gestione, quelli di una certa età hanno altro da fare.
La prima proposta per il Circolo della stampa
Avellino, 21 novembre 2009. “Un Master in critica giornalistica cinematografica da inserire tra le future attività dell’ex Eliseo sia uno dei primi progetti concreti da realizzare in sinergia con il Circolo della stampa di Avellino”.
Alla vigilia della riapertura della storica sede del circolo dei giornalisti in città, il presidente della Commissione Cultura del Comune di Avellino Luca Cipriano avanza una proposta per mettere in sinergia le istituzioni e l’Ordine dei Giornalisti della Campania.
“Sarebbe opportuno che la casa dei giornalisti irpini diventi il motore per iniziative di qualità, oltre che un presidio di servizi amministrativi e sindacali utili alla categoria – spiega Cipriano -. Come Amministrazione comunale stiamo discutendo del futuro dell’Eliseo, nell’obiettivo di creare ad Avellino una Casa del Cinema che possa valorizzare tutte le espressioni artistiche locali, dalla storia del Laceno d’oro di Camillo Marino e della tradizione di Cinema Sud all’impegno delle associazioni e degli appassionati di cinema in città.
Perché allora non immaginare di lavorare in sinergia con l’Ordine dei Giornalisti per l’istituzione di un Master in giornalismo cinematografico che possa formare critici e operatori della comunicazione nel campo del cinema, del teatro, dello spettacolo e della televisione ? Si tratta di figure professionali di alta specializzazione, richieste dal mercato.
Il Master sarebbe un’iniziativa di qualità, da concordare con il mondo universitario e che garantirebbe ad Avellino una sua unicità nel campo della formazione e nel mondo del lavoro.
In questo il Circolo della stampa potrebbe avere un ruolo cardine, facendo da cerniera tra i giornalisti, gli esperti e le istituzioni per la realizzazione del progetto”.
Lunedì 23 novembre, alle 15.30, il consigliere Cipriano effettuerà con il presidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania Ottavio Lucarelli un sopralluogo presso l’ex Eliseo per illustrare le caratteristiche della struttura e il progetto di istituzione del Master universitario.
“L’inaugurazione del Circolo della Stampa – conclude Cipriano – potrebbe essere anche l’occasione per rendere omaggio alla figura di Antonio Aurigemma, uno dei giornalisti irpini più prestigiosi e autorevoli, scomparso due anni fa. Intitolare ad Aurigemma il Circolo della Stampa sarebbe un atto dovuto per ricordare l’impegno, la professionalità e la passione di un uomo che è stato da esempio per i giornalisti e gli avellinesi”.
Alla vigilia della riapertura della storica sede del circolo dei giornalisti in città, il presidente della Commissione Cultura del Comune di Avellino Luca Cipriano avanza una proposta per mettere in sinergia le istituzioni e l’Ordine dei Giornalisti della Campania.
“Sarebbe opportuno che la casa dei giornalisti irpini diventi il motore per iniziative di qualità, oltre che un presidio di servizi amministrativi e sindacali utili alla categoria – spiega Cipriano -. Come Amministrazione comunale stiamo discutendo del futuro dell’Eliseo, nell’obiettivo di creare ad Avellino una Casa del Cinema che possa valorizzare tutte le espressioni artistiche locali, dalla storia del Laceno d’oro di Camillo Marino e della tradizione di Cinema Sud all’impegno delle associazioni e degli appassionati di cinema in città.
Perché allora non immaginare di lavorare in sinergia con l’Ordine dei Giornalisti per l’istituzione di un Master in giornalismo cinematografico che possa formare critici e operatori della comunicazione nel campo del cinema, del teatro, dello spettacolo e della televisione ? Si tratta di figure professionali di alta specializzazione, richieste dal mercato.
Il Master sarebbe un’iniziativa di qualità, da concordare con il mondo universitario e che garantirebbe ad Avellino una sua unicità nel campo della formazione e nel mondo del lavoro.
In questo il Circolo della stampa potrebbe avere un ruolo cardine, facendo da cerniera tra i giornalisti, gli esperti e le istituzioni per la realizzazione del progetto”.
Lunedì 23 novembre, alle 15.30, il consigliere Cipriano effettuerà con il presidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania Ottavio Lucarelli un sopralluogo presso l’ex Eliseo per illustrare le caratteristiche della struttura e il progetto di istituzione del Master universitario.
“L’inaugurazione del Circolo della Stampa – conclude Cipriano – potrebbe essere anche l’occasione per rendere omaggio alla figura di Antonio Aurigemma, uno dei giornalisti irpini più prestigiosi e autorevoli, scomparso due anni fa. Intitolare ad Aurigemma il Circolo della Stampa sarebbe un atto dovuto per ricordare l’impegno, la professionalità e la passione di un uomo che è stato da esempio per i giornalisti e gli avellinesi”.
lunedì 16 novembre 2009
a proposito di circoli
sul Mattino,edizione di Avellino,ho pubblicato questo articolo
Il 23 novembre saranno riaperte le sale storiche del Circolo della stampa di Avellino nella sede prestigiosa dal palazzo di Governo. Un’occasione per riflettere sulla necessità di riempire quelle stanze di un impegno concreto a favore della categoria dei giornalisti. I tentativi, anche recenti, di intimidazione nei confronti dei colleghi, se non altro, significano che rimaniamo sempre al centro dei fatti, che riusciamo a documentare, anche in situazioni difficili, la vita quotidiana. Siamo insomma testimoni di una provincia che cambia, delle sue contraddizioni, della sua vicenda politica e civile (spesso ce ne dimentichiamo noi stessi nel flusso quotidiano del lavoro). Un confronto senza retorica sulla professione, dovrebbe essere il cuore della giornata in cui si inaugura la sede del Circolo. E se la città che ha avuto almeno tre sindaci-giornalisti a guidarla, ha già tributato un riconoscimento, come dire, finanche elettorale alla nostra categoria, ora toccherebbe a noi. Come? Innanzitutto, ricostruendo un brano di vita associativa, ma sopratutto facendo del circolo una grande stanza sulla città, aperta ai giovani, alla cultura, all’arte. Una stanza aperta anche sulla professione che muta, fatta molto più di giornalisti free lance, con contratti da precario, occupati anche negli uffici stampa delle istituzioni, che lavorano con le nuove tecnologie (come si sa, il giornale non è solo di carta). Ricordandosi che i giornalisti documentano ciò che avviene nei palazzi della politica, delle istituzioni, dell’economia ma non ne fanno parte, andiamo al Circolo con l’orgoglio ferito di una categoria che un po’ di smalto ha perso, dilaniata dalle troppe differenze che ha al suo interno. Lungi dal chiedere un riconoscimento istituzionale, attraverso una sede in un palazzo istituzionale, i giornalisti avellinesi occupino quello spazio pubblico per tenere in piedi un forte legame con la comunità cittadina. Dimentichiamoci il quadretto d'antan del fumoso circolo dopolavoristico, con il nobile tressette e i giornali affastellati, e immaginiamoci una luminosa stanza della cultura aperta alla città. Ai giovani che fanno questo lavoro, Ordine dei giornalisti e Sindacato non possono proporre un "santuario" della professione, ma uno spazio dei servizi (assistenza sindacale, ordinistica e assicurativa) oggi purtroppo centralizzati nelle sedi di Napoli di Ordine e Assostampa. Il prefetto Blasco, il presidente della Provincia Sibilia, hanno colto questa esigenza della categoria, pretendano che i giornalisti offrano stimoli alla città utilizzando al meglio questa opportunità. Una nuova Associazione dei giornalisti avellinesi ha, oggi, un motivo in più per rinascere.
* Segretario regionale sindacato dei giornalisti della Campania
Il 23 novembre saranno riaperte le sale storiche del Circolo della stampa di Avellino nella sede prestigiosa dal palazzo di Governo. Un’occasione per riflettere sulla necessità di riempire quelle stanze di un impegno concreto a favore della categoria dei giornalisti. I tentativi, anche recenti, di intimidazione nei confronti dei colleghi, se non altro, significano che rimaniamo sempre al centro dei fatti, che riusciamo a documentare, anche in situazioni difficili, la vita quotidiana. Siamo insomma testimoni di una provincia che cambia, delle sue contraddizioni, della sua vicenda politica e civile (spesso ce ne dimentichiamo noi stessi nel flusso quotidiano del lavoro). Un confronto senza retorica sulla professione, dovrebbe essere il cuore della giornata in cui si inaugura la sede del Circolo. E se la città che ha avuto almeno tre sindaci-giornalisti a guidarla, ha già tributato un riconoscimento, come dire, finanche elettorale alla nostra categoria, ora toccherebbe a noi. Come? Innanzitutto, ricostruendo un brano di vita associativa, ma sopratutto facendo del circolo una grande stanza sulla città, aperta ai giovani, alla cultura, all’arte. Una stanza aperta anche sulla professione che muta, fatta molto più di giornalisti free lance, con contratti da precario, occupati anche negli uffici stampa delle istituzioni, che lavorano con le nuove tecnologie (come si sa, il giornale non è solo di carta). Ricordandosi che i giornalisti documentano ciò che avviene nei palazzi della politica, delle istituzioni, dell’economia ma non ne fanno parte, andiamo al Circolo con l’orgoglio ferito di una categoria che un po’ di smalto ha perso, dilaniata dalle troppe differenze che ha al suo interno. Lungi dal chiedere un riconoscimento istituzionale, attraverso una sede in un palazzo istituzionale, i giornalisti avellinesi occupino quello spazio pubblico per tenere in piedi un forte legame con la comunità cittadina. Dimentichiamoci il quadretto d'antan del fumoso circolo dopolavoristico, con il nobile tressette e i giornali affastellati, e immaginiamoci una luminosa stanza della cultura aperta alla città. Ai giovani che fanno questo lavoro, Ordine dei giornalisti e Sindacato non possono proporre un "santuario" della professione, ma uno spazio dei servizi (assistenza sindacale, ordinistica e assicurativa) oggi purtroppo centralizzati nelle sedi di Napoli di Ordine e Assostampa. Il prefetto Blasco, il presidente della Provincia Sibilia, hanno colto questa esigenza della categoria, pretendano che i giornalisti offrano stimoli alla città utilizzando al meglio questa opportunità. Una nuova Associazione dei giornalisti avellinesi ha, oggi, un motivo in più per rinascere.
* Segretario regionale sindacato dei giornalisti della Campania
il libro di Pirozzi
Curato dal giornalista e studioso della shoah Nico Pirozzi sarà ripubblicato, per i tipi della casa editrice napoletana Cento Autori, il pamphlet elaborato da Maurizio Valenzi Ebrei Italiani di fronte al “razzismo”. Scritto dall’ex sindaco di Napoli nel 1938 a Tunisi, il lavoro è una testimonianza inedita del Valenzi ebreo, che da spettatore ebbe modo di assistere alla svolta razzista impressa da Mussolini all’Italia, a conclusione di un lungo processo di avvicinamento alla Germania. Un processo che tendeva ad annullare tutte le dissonanze esistenti tra fascismo e nazismo. Un’opera che è anche una puntuale denuncia di un italiano che vedeva avvicinarsi i lampi di una nuova terribile guerra, conclusasi con lo sterminio di sei milioni di ebrei.
“Si tratta – anticipa Nico Pirozzi, che ha curato la riedizione del volume - di un Valenzi inedito, quello che emerge dalle pagine del suo saggio. A denunciare la politica razzista dell’Italia di Mussolini, in quel lontano 1938, non è il Valenzi comunista, ma il Valenzi ebreo, preoccupato per la sorte che il fascismo ha riservato a migliaia di altri ebrei, indipendentemente dalla casacca politica che, in passato, hanno indossato”.
“È un libro – spiega Pietro Valente, fondatore della casa editrice Cento Autori, che il prossimo mese di gennaio porterà in libreria il volume di Valenzi - che vuole essere anche un omaggio postumo a una persona che ha creduto nella democrazia e nei valori dell’uomo. Che a testa alta ha percorso un intero secolo, senza mai inciampare”.
La pubblicazione del libro Ebrei Italiani di fronte al “razzismo” è stata nei giorni scorsi nel corso delle celebrazioni organizzate dalla Fondazione Valenzi per ricordare i cento anni dell’ex sindaco di Napoli, al Maschio Angioino.
“Si tratta – anticipa Nico Pirozzi, che ha curato la riedizione del volume - di un Valenzi inedito, quello che emerge dalle pagine del suo saggio. A denunciare la politica razzista dell’Italia di Mussolini, in quel lontano 1938, non è il Valenzi comunista, ma il Valenzi ebreo, preoccupato per la sorte che il fascismo ha riservato a migliaia di altri ebrei, indipendentemente dalla casacca politica che, in passato, hanno indossato”.
“È un libro – spiega Pietro Valente, fondatore della casa editrice Cento Autori, che il prossimo mese di gennaio porterà in libreria il volume di Valenzi - che vuole essere anche un omaggio postumo a una persona che ha creduto nella democrazia e nei valori dell’uomo. Che a testa alta ha percorso un intero secolo, senza mai inciampare”.
La pubblicazione del libro Ebrei Italiani di fronte al “razzismo” è stata nei giorni scorsi nel corso delle celebrazioni organizzate dalla Fondazione Valenzi per ricordare i cento anni dell’ex sindaco di Napoli, al Maschio Angioino.
domenica 8 novembre 2009
Ma perchè i giornalisti?
(ANSA) - NAPOLI, 8 NOV - L'Ordine dei Giornalisti della Campania esprime, in una nota, solidarietà
alla collega Barbara Ciarcia e all'operatore Francesco Lignite di Canale 58, aggrediti a Monteforte
Irpino mentre raccoglievano notizie sull'uxoricidio-suicidio di un agente della polizia penitenziaria di Bellizzi Irpino che ha assassinato la moglie e si è ucciso.
I giornalisti erano nei pressi dell'abitazione dell'agente quando sono stati circondati e aggrediti da una trentina di abitanti del quartere periferico di Monteforte. L'Ordine invita tutte le forze di polizia della Campania a tutelare i giornalisti e gli operatori in ogni area di una regione in cui fare cronaca è ogni giorno più rischioso.(ANSA).
Mi chiedo se di quei trenta almeno uno sarà identificato.
alla collega Barbara Ciarcia e all'operatore Francesco Lignite di Canale 58, aggrediti a Monteforte
Irpino mentre raccoglievano notizie sull'uxoricidio-suicidio di un agente della polizia penitenziaria di Bellizzi Irpino che ha assassinato la moglie e si è ucciso.
I giornalisti erano nei pressi dell'abitazione dell'agente quando sono stati circondati e aggrediti da una trentina di abitanti del quartere periferico di Monteforte. L'Ordine invita tutte le forze di polizia della Campania a tutelare i giornalisti e gli operatori in ogni area di una regione in cui fare cronaca è ogni giorno più rischioso.(ANSA).
Mi chiedo se di quei trenta almeno uno sarà identificato.
mercoledì 7 ottobre 2009
Media.Ecosistema in cambiamento
PARLA GURU MEDIA OSPITE A FESTIVAL GIORNALISMO FERRARA DAL 2/10 (di Titti
Santamato) (ANSA) - ROMA, 30 SET - «Il cambiamento è già in atto e riguarda la
diversificazione dell'ecosistema dei media: più voci, più prospettive, piattaforme differenti e in
evoluzione.
Abbiamo ancora redazioni tradizionali e giornalisti, ma queste saranno sempre più integrate
da un largo network di blogger professionisti, amatoriali, esperti, organizzazioni no profit,
semplici cittadini»: così Steven Berlin Johnson, giornalista e guru dei media, spiega all'ANSA la
sua visione del futuro dei media. Johnson sarà al festival del giornalismo di Ferrara, quest'anno
alla sua terza edizione, dedicata alla comunicazione ai tempi dei new media. La
manifestazione, che si terrà dal 2 al 4 ottobre, ospiterà anche Roberto Saviano e assegnerà il
premio di giornalismo d'inchiesta dedicato ad Anna Politkovskaja.
«I social network, in particolare, avranno un ruolo sempre maggiore sia sulle notizie che sulla
scelta delle stesse. La selezione della storia principale, invece che dai direttori dei giornali, sarà
sempre più influenzata dai vostri amici di Twitter e Facebook», aggiunge Johnson, 41 anni,
americano, autore di 'Tutto quello che fa male ti fa benè e di altri libri di successo che esplorano
le interrelazioni tra scienza, tecnologia, media e mondo reale. Sarà anche a Milano il 5 ottobre
per Meet the Media Guru, il programma di incontri con i protagonisti internazionali della cultura
digitale.
Cosa ne pensa del pagamento delle news online, proposta lanciata da Rupert Murdoch su cui
l'editoria mondiale dibatte?
«Al contrario di quello che dicono alcuni miei colleghi secondo me vale la pena provare -
afferma Johnson -. Tutti pensavano che pagare per la musica non potesse più funzionare
nell'era digitale, invece Apple ha trasformato iTunes in un registratore di cassa. Penso che sia
giusto provare, ovviamente sarebbe stato meglio se le micro transazioni fossero entrate
nell'architettura del web dall'inizio».
In Italia e non solo, in questo momento Google è al centro dell'attenzione degli editori, che ne
pensa? «Sono un grande fan di Google Books, è stato di grande aiuto nella ricerca del mio
ultimo libro The Invention of Air - dice Johnson -. Penso che sia molto importante per la nostra
società assicurare che i libri siano digitalizzati e diventino parte di una piattaforma web sui cui le
persone possano lavorare. Ovviamente, trovo anche giusto che gli autori siano compensati per il
loro lavoro anch'io vivo di questo. Ma in generale penso che è molto importante che i libri
diventino parte del network digitale».
Qual è secondo Johnson, il fenomeno mediatico attuale più interessante? «La localizzazione -
risponde -. Il web geografico è un campo affascinante e dà informazioni su tutto quello che
accade grazie anche a mappe online e mezzi come gli Iphone. Stiamo costruendo, e molto
velocemente, una sovrapposizione digitale della realtà. È la cosa che mi interessa di più al
momento e infatti sarà l'argomento del mio prossimo libro». (ANSA).
Santamato) (ANSA) - ROMA, 30 SET - «Il cambiamento è già in atto e riguarda la
diversificazione dell'ecosistema dei media: più voci, più prospettive, piattaforme differenti e in
evoluzione.
Abbiamo ancora redazioni tradizionali e giornalisti, ma queste saranno sempre più integrate
da un largo network di blogger professionisti, amatoriali, esperti, organizzazioni no profit,
semplici cittadini»: così Steven Berlin Johnson, giornalista e guru dei media, spiega all'ANSA la
sua visione del futuro dei media. Johnson sarà al festival del giornalismo di Ferrara, quest'anno
alla sua terza edizione, dedicata alla comunicazione ai tempi dei new media. La
manifestazione, che si terrà dal 2 al 4 ottobre, ospiterà anche Roberto Saviano e assegnerà il
premio di giornalismo d'inchiesta dedicato ad Anna Politkovskaja.
«I social network, in particolare, avranno un ruolo sempre maggiore sia sulle notizie che sulla
scelta delle stesse. La selezione della storia principale, invece che dai direttori dei giornali, sarà
sempre più influenzata dai vostri amici di Twitter e Facebook», aggiunge Johnson, 41 anni,
americano, autore di 'Tutto quello che fa male ti fa benè e di altri libri di successo che esplorano
le interrelazioni tra scienza, tecnologia, media e mondo reale. Sarà anche a Milano il 5 ottobre
per Meet the Media Guru, il programma di incontri con i protagonisti internazionali della cultura
digitale.
Cosa ne pensa del pagamento delle news online, proposta lanciata da Rupert Murdoch su cui
l'editoria mondiale dibatte?
«Al contrario di quello che dicono alcuni miei colleghi secondo me vale la pena provare -
afferma Johnson -. Tutti pensavano che pagare per la musica non potesse più funzionare
nell'era digitale, invece Apple ha trasformato iTunes in un registratore di cassa. Penso che sia
giusto provare, ovviamente sarebbe stato meglio se le micro transazioni fossero entrate
nell'architettura del web dall'inizio».
In Italia e non solo, in questo momento Google è al centro dell'attenzione degli editori, che ne
pensa? «Sono un grande fan di Google Books, è stato di grande aiuto nella ricerca del mio
ultimo libro The Invention of Air - dice Johnson -. Penso che sia molto importante per la nostra
società assicurare che i libri siano digitalizzati e diventino parte di una piattaforma web sui cui le
persone possano lavorare. Ovviamente, trovo anche giusto che gli autori siano compensati per il
loro lavoro anch'io vivo di questo. Ma in generale penso che è molto importante che i libri
diventino parte del network digitale».
Qual è secondo Johnson, il fenomeno mediatico attuale più interessante? «La localizzazione -
risponde -. Il web geografico è un campo affascinante e dà informazioni su tutto quello che
accade grazie anche a mappe online e mezzi come gli Iphone. Stiamo costruendo, e molto
velocemente, una sovrapposizione digitale della realtà. È la cosa che mi interessa di più al
momento e infatti sarà l'argomento del mio prossimo libro». (ANSA).
ma guarda se devo citare Feltri....
(ANSA) - ROMA, 21 SET - «La crisi della carta stampata è stata molto aggravata dalla crisi
economica generale, qualche intervento può servire. Ma non credo che il futuro dei quotidiani
sia segnato. Prima o poi si riprenderanno, così potranno continuare a sopravvivere nonostante
internet, che è una discarica, e la tv, che è invadente ma comunque funziona»: così il direttore de
Il Giornale Vittorio Feltri commenta l'apertura del presidente americano Barack Obama a
interventi legislativi che aprano la strada al salvataggio dei giornali.
Obama, aggiunge, «con il suo governo ha aiutato un pò tutti. Quindi non ci vedo niente di
strano nel fatto che estenda gli aiuti anche ai giornali in crisi». Per Feltri «ormai le notizie
vengono triturate dalla televisione. Ad esempio, nel caso della morte dei nostri soldati a Kabul,
siamo arrivati 24 ore dopo, e in effetti i quotidiani non hanno registrato neanche un soprassalto
nelle vendite. Anzi, sono diminuite di qualche copia rispetto alla solita diffusione. Significa che la
concorrenza forte è quella della televisione. Ma non non possiamo ucciderla, l'abbiamo voluta e
ce la teniamo».
La soluzione, per Feltri, è «correggere il tiro, dedicarci di più alle opinioni, agli
approfondimenti e alle interpretazioni, piuttosto che a dare notizie. Dobbiamo renderci conto
che la musica è cambiata. Molti di noi stentano a capirlo. La fatica c'è, ma possiamo
sopportarla».
Per quanto riguarda Il Giornale in particolare, «abbiamo dimostrato che non rimaniamo legati
alla notizia nuda e cruda, cerchiamo di fare qualcosa di più, cerchiamo di trovare notizie inedite,
altrimenti non si capisce perchè la gente dovrebbe comprare i giornali. Anche Libero è nato con
quei concetti e i risultati si sono visti. Non sono il Padreterno, mi affido anche ai bilanci. E -
conclude - , se i conti tornano, vuol dire che hai lavorato bene». (ANSA).
economica generale, qualche intervento può servire. Ma non credo che il futuro dei quotidiani
sia segnato. Prima o poi si riprenderanno, così potranno continuare a sopravvivere nonostante
internet, che è una discarica, e la tv, che è invadente ma comunque funziona»: così il direttore de
Il Giornale Vittorio Feltri commenta l'apertura del presidente americano Barack Obama a
interventi legislativi che aprano la strada al salvataggio dei giornali.
Obama, aggiunge, «con il suo governo ha aiutato un pò tutti. Quindi non ci vedo niente di
strano nel fatto che estenda gli aiuti anche ai giornali in crisi». Per Feltri «ormai le notizie
vengono triturate dalla televisione. Ad esempio, nel caso della morte dei nostri soldati a Kabul,
siamo arrivati 24 ore dopo, e in effetti i quotidiani non hanno registrato neanche un soprassalto
nelle vendite. Anzi, sono diminuite di qualche copia rispetto alla solita diffusione. Significa che la
concorrenza forte è quella della televisione. Ma non non possiamo ucciderla, l'abbiamo voluta e
ce la teniamo».
La soluzione, per Feltri, è «correggere il tiro, dedicarci di più alle opinioni, agli
approfondimenti e alle interpretazioni, piuttosto che a dare notizie. Dobbiamo renderci conto
che la musica è cambiata. Molti di noi stentano a capirlo. La fatica c'è, ma possiamo
sopportarla».
Per quanto riguarda Il Giornale in particolare, «abbiamo dimostrato che non rimaniamo legati
alla notizia nuda e cruda, cerchiamo di fare qualcosa di più, cerchiamo di trovare notizie inedite,
altrimenti non si capisce perchè la gente dovrebbe comprare i giornali. Anche Libero è nato con
quei concetti e i risultati si sono visti. Non sono il Padreterno, mi affido anche ai bilanci. E -
conclude - , se i conti tornano, vuol dire che hai lavorato bene». (ANSA).
venerdì 21 agosto 2009
inchiostro elettronico
Negli Usa la carta stampata si anima, quasi come i giornali dei film di Harry Potter. I lettori del mensile Entertainment Weekly potranno infatti vedere immagini in movimento sulle pagine del numero in edicola a partire da metà settembre negli Stati Uniti, grazie a uno schermo ultra sottile, simile a quello dei cellulari, realizzato grazie alla tecnologia dell«inchiostro
elettronico».
Per vedere il video pubblicitario, con spot della Pepsi e del network televisivo Cbs sulla prossima stagione tv, basterà aprire la pagina del giornale, attivando così le immagini sullo schermo inserito nella rivista.
La tecnologia e-ink è stata già utilizzata l'anno scorso per «movimentare» la copertina della rivista 'Esquire', ma questa è la prima volta che viene usata per spot pubblicitari e su questa scala. I primi a poter 'leggere gli spot' saranno, dal 18 settembre, gli abbonati di Entertainment Weekly di New York e Los Angeles, ma visti i costi di produzione degli schermi e dell'allestimento, difficilmente la copia con il video verrà inviata a tutti gli 1,8 milioni di abbonati.
Secondo quanto scrive oggi il Financial Times, anche se le compagnie coinvolte nell'operazione non hanno voluto rivelare i costi della promozione, un esperto del settore ha stimato che per sole centomila copie raggiungono già cifre nell'ordine delle sette cifre.(ANSA)
elettronico».
Per vedere il video pubblicitario, con spot della Pepsi e del network televisivo Cbs sulla prossima stagione tv, basterà aprire la pagina del giornale, attivando così le immagini sullo schermo inserito nella rivista.
La tecnologia e-ink è stata già utilizzata l'anno scorso per «movimentare» la copertina della rivista 'Esquire', ma questa è la prima volta che viene usata per spot pubblicitari e su questa scala. I primi a poter 'leggere gli spot' saranno, dal 18 settembre, gli abbonati di Entertainment Weekly di New York e Los Angeles, ma visti i costi di produzione degli schermi e dell'allestimento, difficilmente la copia con il video verrà inviata a tutti gli 1,8 milioni di abbonati.
Secondo quanto scrive oggi il Financial Times, anche se le compagnie coinvolte nell'operazione non hanno voluto rivelare i costi della promozione, un esperto del settore ha stimato che per sole centomila copie raggiungono già cifre nell'ordine delle sette cifre.(ANSA)
venerdì 10 luglio 2009
Capezzuto va
L'undicesima sezione penale del tribunale di Napoli, giudice Carlo Spagna, ha condannato Luigi Giuliano, appartenente all'omonima famiglia camorristica di Forcella e sua moglie Carmela De Rosa (genitori di Salvatore Giuliano, condannato come l’autore dell’omicidio della giovane Annalisa Durante) per il reato di violenza privata, rispettivamente a 2 anni e 6 mesi di reclusione e 2 anni e 2 mesi, e al risarcimento del danno nei confronti del cronista Arnaldo Capezzuto. Capezzuto era stato minacciato dai coniugi Giuliano, denunciando gli atti intimidatori. Luigi Giuliano e sua moglie Carmela De Rosa sono stati condannati anche al
risarcimento del danno a favore delle parti civili: il cronista Arnaldo Capezzuto e l'Ordine dei giornalisti della Campania rappresentati in aula dal presidente Ottavio Lucarelli andranno
rispettivamente le somme di 10 e 25 mila euro. Giuliano e De Rosa sono stati condannati per violenza privata esercitata nei confronti di Capezzuto e consistito nell'averlo minacciato in più occasioni per il contenuto degli articoli scritti sul quotidiano Napoli più relativi al processo per l'omicidio di Annalisa Durante tra maggio e novembre 2005.
risarcimento del danno a favore delle parti civili: il cronista Arnaldo Capezzuto e l'Ordine dei giornalisti della Campania rappresentati in aula dal presidente Ottavio Lucarelli andranno
rispettivamente le somme di 10 e 25 mila euro. Giuliano e De Rosa sono stati condannati per violenza privata esercitata nei confronti di Capezzuto e consistito nell'averlo minacciato in più occasioni per il contenuto degli articoli scritti sul quotidiano Napoli più relativi al processo per l'omicidio di Annalisa Durante tra maggio e novembre 2005.
Da l'Aquila
«Lei è sicuro di essere un giornalista? E' sicuro di sentirsi bene?». Quasi credeva alle sue orecchie Berlusconi. Doveva essere la conferenza stampa più dura della sua carriera politica, il big match con la stampa internazionale, Silvio contro il quarto potere mondiale. E invece le Monde, il Guardian, il Sunday Times sono rimasti in silenzio. Meno male che c'era la gloriosa stampa italiana, sentinella dei lettori contro il potere, a tenere alta la bandiera dela categoria.
«Presidente, lei e Obama siete i leader di maggiore successo mondiale: se lo aspettava?», esordisce l'inviato di Qn. Segue Antonio Preziosi (Giornale Radio).: «Lei ha creato un momento storico...». L'inviata di Rainews 24 Simonetta Guidotti: «La sua scommessa è stata vinta, io c'ero quando lei ebbe questo momento di lucida follia...».
Mario Prignano di Libero: «Lei parla di governance mondiale: sta pensando di riformare l'Onu?». Ambrosini dell'Ansa: «I risultati di questo vertice che lei definisce eccellenti...».
Franco Gizzi, si qualifica come ufficio stampa dell'Enel: «Volevo ringraziale per la favolosa intuizione che ci ha fatto sognare di dedicare le sue preziose ferie all'Aquila...». E qui il Cavaliere trasecola: «Ma lei si sente bene?». Forse pensa di stare su scherzi a parte.
(dal sito dell'Adusbef)
«Presidente, lei e Obama siete i leader di maggiore successo mondiale: se lo aspettava?», esordisce l'inviato di Qn. Segue Antonio Preziosi (Giornale Radio).: «Lei ha creato un momento storico...». L'inviata di Rainews 24 Simonetta Guidotti: «La sua scommessa è stata vinta, io c'ero quando lei ebbe questo momento di lucida follia...».
Mario Prignano di Libero: «Lei parla di governance mondiale: sta pensando di riformare l'Onu?». Ambrosini dell'Ansa: «I risultati di questo vertice che lei definisce eccellenti...».
Franco Gizzi, si qualifica come ufficio stampa dell'Enel: «Volevo ringraziale per la favolosa intuizione che ci ha fatto sognare di dedicare le sue preziose ferie all'Aquila...». E qui il Cavaliere trasecola: «Ma lei si sente bene?». Forse pensa di stare su scherzi a parte.
(dal sito dell'Adusbef)
sabato 23 maggio 2009
Pagare le news
Ne leggo tante su come fare soldi con le news, su internet e sui giornali. A Borgo Bagnaia per il convegno Crescere tra le righe, organizzato dall'Osservatorio permanente giovani-editori di Andrea Ceccherini. la posizione più interessante m'è sembrata quella del segretario della Fnsi Franco Siddi: «ègiusto che il dibattito si apra, perchè l'informazione professionale ha un valore e costa. Nessuno ha la soluzione in tasca su come procedere: quella dei micropagamenti è un'ipotesi che cresce. Tuttavia forse ci sono anche altre strade: penso a una normativa internazionale sul diritto d'autore e a formule da agganciare a nuovi modelli di business editoriale. Un esempio potrebbe essere agganciare all'acquisto del giornale tradizionale l'accesso diretto ad una parte dei contenuti on line, garantiti dallo stesso marchio e dalla stessa redazione, e formule privilegiate di pagamento per archivi, documenti e altro materiale di pregio. Peraltro se serve un nuovo modello di business, è necessario anche ripensare come arricchire la qualità dei giornali, la diversificazione dell'informazione tra piattaforme diverse di comunicazione, evitando anche la decadenza di uno sfrenato copia e incolla».
giovedì 14 maggio 2009
giovedì 7 maggio 2009
Kindle
NEW YORK – Un dispositivo di facile utilizzo, simile a Kindle di Amazon, per accedere, a pagamento, aslle testate dell'impero News Corp., dal Wall Street Journal al Times di Londra al New York Post. È la rivoluzionaria proposta del re australiano dei media Rupert Murdoch, che ha chiamato a rapporto i dirigenti della sua News Corp di Londra, Sydney e New York, chiedendogli di mettere a punto al più presto un sistema per far pagare agli utenti l'accesso alle sue news via web. Col solito tempismo degno del suo leggendario acume finanziario, Murdoch dà così un segnale importante agli editori di giornali di tutto il mondo, in crisi a causa dell'esodo dei lettori – e degli inserzionisti – verso il Web. «Per Murdoch - scrive Peter Lauria sul Post - si tratta di una netta rottura con la tesi secondo cui le notizie online debbano essere offerte gratis e monetizzate soltanto attraverso la pubblicità».
NEWS A PAGAMENTO - E se fino ad oggi i gruppi multimediali, non solo americani, continuano ad incontrare ostacoli nel convincere gli utenti a «pagare per leggere online», presto questi ultimi potrebbero non avere scelta. Soprattutto se vogliono continuare ad accedere a news di qualità, confezionate da reporter e inviati professionisti, con costi non indifferenti per le loro aziende. E a giudicare dalle reazioni della blogosfera all'articolo, la maggior parte dei lettori si dice «pronta ad aprire il portafoglio».
IL PROGETTO - Per mettere a punto il nuovo «gadget» Murdoch ha riunito una squadra di dirigenti d'alto calibro che include il figlio James Murdoch, oggi dirigente della News Corp, il Ceo della Dow Jones Les Hinton e Jonathan Miller, ex numero uno della AOL, oggi responsabile di tutte le operazioni digitali del gruppo. All'indomani dell'acquisto del Journal, solo due anni fa, Murdoch aveva contemplato l'idea di aprire gratuitamente l'accesso al sito. Ma più tardi cambiò idea dopo aver realizzato che, una volta eliminati gli introiti generati dagli abbonamenti online, non avrebbe potuto colmare l'inevitabile deficit. A dargli ragione è stata la chiusura a catena, nell’ultimo anno, di alcune delle testate americane più storiche e longeve, da Seattle a Denver e da Chicago a Los Angeles.
Alessandra Farkas
06 maggio 2009
NEWS A PAGAMENTO - E se fino ad oggi i gruppi multimediali, non solo americani, continuano ad incontrare ostacoli nel convincere gli utenti a «pagare per leggere online», presto questi ultimi potrebbero non avere scelta. Soprattutto se vogliono continuare ad accedere a news di qualità, confezionate da reporter e inviati professionisti, con costi non indifferenti per le loro aziende. E a giudicare dalle reazioni della blogosfera all'articolo, la maggior parte dei lettori si dice «pronta ad aprire il portafoglio».
IL PROGETTO - Per mettere a punto il nuovo «gadget» Murdoch ha riunito una squadra di dirigenti d'alto calibro che include il figlio James Murdoch, oggi dirigente della News Corp, il Ceo della Dow Jones Les Hinton e Jonathan Miller, ex numero uno della AOL, oggi responsabile di tutte le operazioni digitali del gruppo. All'indomani dell'acquisto del Journal, solo due anni fa, Murdoch aveva contemplato l'idea di aprire gratuitamente l'accesso al sito. Ma più tardi cambiò idea dopo aver realizzato che, una volta eliminati gli introiti generati dagli abbonamenti online, non avrebbe potuto colmare l'inevitabile deficit. A dargli ragione è stata la chiusura a catena, nell’ultimo anno, di alcune delle testate americane più storiche e longeve, da Seattle a Denver e da Chicago a Los Angeles.
Alessandra Farkas
06 maggio 2009
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