sabato 25 ottobre 2008

Il 30 ottobre noi ci siamo

La Giunta federale della Fnsi e la Consulta dei Presidenti delle Associazioni regionali di Stampa hanno deciso di riunirsi a Caserta giovedì 30 ottobre prossimo, su proposta dell’Associazione napoletana della stampa, in seduta straordinaria e pubblica.
L’appuntamento è al teatro comunale della città, in Via Mazzini n.71 per dare una risposta della categoria agli attacchi della camorra e della criminalità organizzata ai giornalisti e agli intellettuali che ne denunciano misfatti, tragedie e violenze di ogni tipo. Si tratta di un’iniziativa che vuole essere di denuncia e di sostegno a tutti i colleghi che si espongono nel fare informazione con coraggio e responsabilità in realtà di frontiera; soprattutto a chi, da Rosaria Capacchione allo scrittore Roberto Saviano, è costretto a vivere sotto scorta ed a subire continuamente minacce e attentati, per non rinunciare alla sua missione professionale e civile.

Praticante all'Autogrill

La volete una storia di precariato giornalistico raccolta in diretta? Eccola, è quella di un candidato del prossimo esame di abilitazione professionale dell'ordine dei gornalisti. (Io faccio qualche lezione ai colleghi praticanti al corso organizzato dal consiglio regionale della Campania e ne sento di tutti i colori...)


"Tutti a ripetere la stessa ignobile solfa: insisti, resisti, persisti e vedi che prima o poi ce la fai. Giunto al trentaseiesimo solstizio d’estate, mi sono accorto che erano tutte balle. Chiacchiere belle in semi libertà vigilata. Io, da mazzonaro dop, ho tentato in tutti i modi. Sei anni di abusivo di qua, cinque mesi senza stipendio di là, un po’ di disoccupazione di lì, altri contratti falsi di qui. Poi la grande occasione, a 36 anni suonati in un autogrill a nero come secondo lavoro: un contratto di praticantato ad ItalyMine. Quasi un orgasmo destrutturate. Tempo venticinque giorni in sala montaggio, tra gobbi e lead da elzeviro, e poi la guardia di finanza che esegue un ordine di custodia cautelare per il mio editore. Punto e a capo: con l’aggravante di una busta paga virtuale ed un assegno post-datato che non ho mai riscosso. Neanche il tempo di restituire seicento euro come promesso, che il mio piccolo Caltageronte era agli arresti domiciliari. Sconforto abissale. E la tentazione suprema: “basta ora me ne vado”. Terra di Lavoro infame. Per l’ultima volta, cappello in mano, busso alle redazione dei tele-radio-giornali. Macchè. Niente di niente. Non un ufficio stampa, non un articolo 35. Angoscia. Mi gioco l’ultima carta: fingendomi un liberista libertario chiedo aiuto al Sottosegretario azzurro, detto O’ Canadese. “Forse, dammi tempo”. Aspetto un mese, due, sei. Intanto, vendo Pall mall e Duplex alla stazione di servizio Villa Literno Nord.
L’affitto da pagare, l’Inpgi sulle spalle, il segnale Rai oscurato per
mancato conguaglio del canone. Le valigie di cartone pronte. Si, scappo. Non posso fare altro. Poi, dopo la visita di un fattucchiere della Gest Line,
decido. Giuseppe Setola abita nel mio viale a Baia Verde. Lo conosco da
anni. So che frequenta ambienti malsani. Ma tentar non nuoce. “Ascolta, non è che vi serve un addetto stampa? Che so, uno che vi cura le relazioni con le testate locali? Un portavoce?” Tempo ventiquattro ore, ed un moschillo bussa al campanello della mia villetta. “Da domani a lavorare”, mi fa. Sono passati due anni. Ho iniziato ritagliando articoli dai fogli locali. Papponi arrestati, duemila grammi di cocaina sequestrati, un kalashnikov rinvenuto in una masseria tra sterco di bufale e fialette di anabolizzanti, un appalto milionario dell’Anas su cui puntare. Dopo di che, qualche soffiata depistante ai colleghi di giudiziaria alle prime armi, un virus inviato al blog di Roberto Saviano e lettere anonime ai magistrati scomodi. Ultimamente, mi sono specializzato nelle scritte minatorie sui muri. Ebbene, cari colleghi, guadagno tremila euro al mese, fumo solo Davidoff lights e mangio tutti giorni al ristorante da Zi Teresa a Luscianese. Zero tickets, zero contributi. Chi se ne frega. Campo con il mio lavoro, free lance dell’onorata società, lontano dai vice capo servizio del ventesimo secolo e dai machintosh desueti. E fa niente che da due mesi a questa parte sono latitante. Sono i rischi del mestiere, bellezza, e ci convivo serenamente. Ancora un sogno ad occhi aperti nel buio di questo bunker sotterraneo: diventare l’addetto stampa di Cicciott’ e mezzanott o, magari, di Sandokan in persona. Mitico. Scrivere le loro biografie non ufficiali, un giorno, e gridare al mondo che ce l’ho fatta. Fanculo la Raid, fanculo la Mediasetta.
La mia, è solo un’azienda come un'altra. Assolutamente autoctona. Ecco, se solo mettessimo da parte futili perbenismi. Un giornalista per ogni clan e non ci sarebbero più precari in Campania. Io sono solo il primo. Ora tocca voi. Insistere, scrivere, resistere".

venerdì 24 ottobre 2008

Gazzetta, sotto attacco

La Gazzetta di Caserta, giornale di trincea, è stato stanotte devastato da ignoti. Il direttore Pasquale Clemente mi ha spiegato pochi minuti fa che sono state devastate le tecnologie di trasmissione, bloccati i computer, interrotti telefoni e fax, gli impianti della loro Tv. Insomma, domani la Gazzetta rischia di non uscire in edicola.
Gli ignoti hanno anche saccheggiato l'archivio della redazione, forte di centinaia di fascicoli relativi alle inchieste della magistratura riguardante le attività della malavita nella terra dei Casalesi.
Sotto attacco, siamo ancora sotto attacco.

giovedì 23 ottobre 2008

Leggosaviano

Dopo quella romana, la lettura di Gomorra si terrà anche a Napoli Venerdì 24 ottobre, dalle 16 al Pan - Palazzo delle Arti (via dei Mille 60, Napoli)

domenica 19 ottobre 2008

Diritto di cronaca (anche a Casal di Principe)

La Federazione nazionale della stampa terrà il 30 ottobre una riunione straordinaria della Giunta a Caserta, la terra di Gomorra di Roberto Saviano e di Rosaria Capacchione, la cronista de Il Mattino più volte minacciata per le sue inchieste sulla camorra.

mercoledì 15 ottobre 2008

la querelle

Immaginate uno che si trovi oggi a sostenere un braccio di ferro in azienda per qualche rimasuglio di diritto da conquistare, che faccia fa a leggere la querelle Ordine dei giornalisti-Federazione della stampa. Il segretario generale del sindacato giornalisti Siddi ha dovuto ottenere da Malinconico, il capo della controparte, il riconoscimento che è lui solo titolato a trattare sul contratto. Intanto il segretario dell'ordine accusa il sindacato di non aver ancora chiuso il contratto, eppoi, il presidente della Fnsi che parla di vecchi livori, eppoi, eppoi....
Le anomalie sono diverse, come si vede. Che il silenzio sia come non mai d'oro in questi casi, non è solo un modo di dire (scusate la chiusa, ma non voglio fare la morale a nessuno, solo che sono molto arrabbiato).

lunedì 13 ottobre 2008

Intercettazioni, Internet, Saviano

«Il disegno di legge Alfano sulle intercettazioni è deleterio non per i giornalisti ma per i cittadini, in quanto abolisce l'informazione giudiziaria. Si invoca la privacy ma è solo uno slogan di marketing del Governo: la verità è che il 95% delle intercettazioni pubblicate sui giornali in questi anni sono state prese dall'ordinanza di custodia cautelare, sono pubbliche e quindi legittime». Lo ha detto Guido Columba, presidente dell'Unione cronisti italiani (Unci), a proposito delle nuove disposizioni in materia di intercettazioni
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Per la prima volta in quattro anni, la raccolta pubblicitaria per igiornali americani sul web ha registrato un leggero calo. Secondo la Newspaper Association of America, l'Associazione dei giornali d'America, dopo oltre quattro anni di crescita esponenziale nel secondo trimestre del 2008 gli introiti hanno segnato una flessione del 2,4% rispetto all'ultimo anno, assestandosi a 777 milioni. Le ragioni economiche di questo rallentamento sono legate, tra l'altro, alla crisi economica mondiale che ha ridotto i margini di rischio negli investimenti. Gli inserzionisti tendono a spendere meno, i quotidiani, visto il moltiplicarsi delle pagine pubblicitarie, ad abbassare regolarmente i prezzi. Lo stallo non riguarda tutti i settori delle pubblicità online: gli spot più elaborati, con grafici e filmati, sono cresciuti del 7,6%.
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Oggi Roberto Saviano ha compiuto i due anni di vita blindata, sotto protezione di una squadra di carabinieri che notte e giorno lo difendono dai possibili attentati della camorra, che lui ha denunciato nel best seller "Gomorra". Alla trasmissione di Fahrenheit ha detto: "Sono stati due anni di vita sottoscorta, anni duri - ha raccontato Saviano - All'inizio sembra che non ce la puoi fare, quando il tuo quotidiano viene stravolto e capisci che puoi solo peggiorare, perchè vivi costantemente nel sospetto, nella mancanza di fiducia, nella solitudine, mentre le persone che ti sono attorno spariscono".

venerdì 10 ottobre 2008

Rosaria, sul fronte

Continuano le intimidazioni camorristiche contro i giornalisti. A Caserta c'è Rosaria Capacchione, una cronista del Mattino che è finita nel mirino. Se non si fa propaganda e non si è disposti a fare un santino di una collega sotto tiro, allora tiriamo tutti su la schiena. Continuiamo, nel nome di chi fa la professione come Rosaria, a pretendere che il nostro lavoro sia riconosciuto come centrale in un Paese democratico, a cominciare dal riconoscimento dei diritti collettivi previsti dal contratto di lavoro.

mercoledì 8 ottobre 2008

Carta immortale

«La carta stampata non morirà mai, cambierà. Da quando esiste l'umanità c'è stato interesse per le notizie. I giornali esisteranno per lungo tempo, il giornalismo esisterà per sempre. Abbiamo solo trovato altre strade per veicolare la stessa informazione: cambierà quindi la distribuzione dell'informazione». Lo ha detto Richard Parsons, il presidente di Time Warner, il primo gruppo multimediale mondiale.

martedì 7 ottobre 2008

Auguri, Eleonora


Settanta senza dimostrarli. Eleonora Puntillo è come tutte le donne che lavorano nei giornali, tra le migliori intepreti della professione. A lei che è stata una delle firme di punta del giornalismo campano d'inchiesta quando le donne erano relegate al massimo ai pezzi di costume (ed erano una rarità in redazione), un augurio sincero da un ammiratore che ne leggeva i pezzi incuriosito dalla firma e convinto da prosa e contenuti. (Elenora, nella foto del Corriere del Mezzogiorno)

lunedì 6 ottobre 2008

Elezioni tra intimi

Domenico Falco è stato eletto consigliere dell'Ordine dei giornalisti dellaCampania alle elezioni suppletive convocate per la morte del vicepresidente dell'Ordine DomenicoCastellano. Falco ha ottenuto 524 voti su 566 votanti. Alle suppletive dell'Associazione della Stampa è stato eletto Gennaro Guida (185 voti su 187).
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I pubblicisti in Campania sono seimila almeno. A votare sono andati in 600 (alle elezioni dei professionisti su 1100 iscritti votarono in 700 e più).
Vediamo un po' se questa non è un'anomalia. Sono andati a votare i motivati? probabimente. Potremmo dire le truppe cammellate, quelli organizzati, la claque. Hanno sempre torto gli assenti? Anche. Ma tuttavia mi pare che questa sia un'enorme anomalia di cui il sindacato (ma direi anche l'Ordine) dovrebbe cominciare a discutere. Che ci sia disaffezione, probabilmente non sono il solo ad essermene accorto; ma c'è da dire che è una strada presa da altre organizzazioni sindacali e professionali. Inutile difendersi dicendo che la nostra è una categoria "particolare", la particolarità mi pare sia più che altro un'anomalia.

sabato 4 ottobre 2008

Si vota all'ordine e all'associazione. Poltrone, strapuntini e dimissioni

Si vota in queste ore per eleggere un componente per i giornalisti pubblicisti al consiglio dell'ordine dei giornalisti della Campania e uno del direttivo dell'Assostampa Campana. L'eletto dovrà prendere il posto del compianto Mimmo Castellano che ha ricoperto cariche di assoluto rilievo nazionale e regionale nell'ordine e nel sindacato. E si è arrivati a questa data con una spaccatura interna di una componente, con presentazione di dimissioni e corollario di feccia varia, che avvelena l'ambiente.
Ecco, ci fosse da spartirsi cariche di potere, beh allora la real politik io non la ignoro. Ma qua, per dirla alla napoletana, ci dobbiamo spartire solo i debiti!!!
Insomma c'è un passato che continuamente ritorna, che non si vuole rassegnare ad essere sconfitto dalle tante, troppe indicazioni di sfiducia che arrivano dalla "base".
Appunto, la "base". Ma anche il vertice.
Se ci si rassegna ad essere rappresentati così, siamo già sconfitti tutti, come categoria, nella dignità. Se ci rassegnamo - come vertice - a queste pratiche di governo, alle logiche della delega in bianco, del "potere" per il potere, per conquistare poltrone e strapuntini e qualche beneficio economico in termini di gettoni e rimborsi, beh, siamo solo un po' patetici.

giovedì 2 ottobre 2008

Siddi, accelera

Tre giorni di sciopero alla Stampa, prima quelli di La 7 (dove ci sono 25 licenziamenti) e quelli di altri giornali: intanto i Cdr - i comitati di redazione dei giornali italiani, il sindacato interno delle singole testate - pericolosamente si spaccano sulla gestione della vertenza nazionale per il rinnovo del contratto. E allora Siddi accelera: si abbia il coraggio di chiudere subito il contratto, dice oggi.
Si abbia il coraggio, aggiungo immodestamente, di far lavorare Siddi e di evitare di fare il gioco degli editori confondendo l'attività sindacale interna - che segue sue logiche - con il lavoro politico, di ampio respiro, che si fa a livello nazionale. Sono moderato? No, cerco la quadra, la cornice entro cui muoversi.
La vittoria di un sindacato interno forte (dico quello del Corriere della Sera, capace di spuntare favorevoli condizioni per quegli happy few) non legittima quei colleghi a giudicare sulla trattativa nazionale.
I Cdr della Stampa o del Mattino, tanto per non fare nomi (che non riescono a rinnovare il contratto integrativo), oggettivamente più deboli, hanno invece bisogno a loro volta di un Contratto nazionale di riferimento se l'obbiettivo è migliorare le condizioni di tutta la categoria.
Insomma chi combatte con un'editore coriandolare, come quello del Corsera, ha forse più possibilità di manovra di chi opera in aziende più centralizzate (tipo Caltagirone o Fiat), o no?
Allora mi chiedo chi è più bravo, chi resiste e lotta o chi della sua vittoria particolare non ne fa bandiera per tutti?
Ma forse sono un ingenuo.

martedì 30 settembre 2008

Il giornalismo al tempo dei siti

Ernesto Pappalardo, direttore di un sito di informazione locale che ha cominciato la sua professione nei giornali, è passato poi agli uffici stampa. La sua esperienza, il suo progetto.

-Che cos'è New press?

“E’ una testata giornalistica on line che dedica grande spazio e attenzione ai temi dell’economia, della politica, con una crescente curiosità per i nuovi stili di vita. E’ un’avventura difficile, ma anche molto stimolante che ci sta dando non poche soddisfazioni”.

-Nella rete globale, lo spazio informativo locale non è un di più, ma la sostanza dell'informazione: un bel paradosso, no?

“Non è un luogo comune, ma è proprio il radicamento locale che rende possibile strutturare le grandi reti del giornalismo nazionale e glocale. E’ il locale che sempre più spesso influenza le scalette dei tiggì e le scansioni delle pagine dei quotidiani nazionali. C’è stato un momento che sembrava un paradosso, ma oggi mi pare una consapevolezza largamente diffusa”.

-Il citizen journalism, per intenderci: quello senza giornalisti, è una bufala?

“Di fatto bisogna capirsi su che cosa intendiamo per giornalisti. Sono quelli che fanno i giornali nelle redazioni o sono quelli che li costruiscono da fuori? Io, personalmente, nella mia esperienza di responsabile di ufficio stampa, ritengo di avere contribuito abbastanza spesso a fornire materiale per la costruzione delle pagine dei quotidiani locali. Di conseguenza occorre partire dalla mutazione genetica della professione. Non esiste più il giornalista classico, ma è pur sempre vero che se non c’è il guardiano del cancello della redazione, i giornali diventano un’altra cosa”.

-Precariato: male endemico della professione; la deregulation provocata delle nuove tecnologie è destinata a fra crescere la platea dei lavoratori della comunicazione in nero?

“Il problema del lavoro in nero parte proprio dai giornali veri e non da quelli virtuali. Ed è una condizione che non conosce confini. La tendenza a tenere fuori dalle redazioni più gente possibile non è giustificabile in termini di rispetto della dignità della professione giornalistica. E’ vero o non è vero che un collaboratore esterno è tante volte molto più determinante – qualitativamente e quantitativamente – di un redattore ordinario? Che cosa significa, allora, sfruttarlo, sottopagarlo e poi non riconoscergli il ruolo che gli spetta nell’organigramma del giornale? Si può discutere sulla forma contrattuale, ma non sulle garanzie, sul riconoscimento della funzione e sui compensi dovuti”.
- C'è un tuo libro, "Volevo fare il giornalista", in cui racconti la transizione professionale da giornalista tout court a capo ufficio stampa, a comunicatore a tutto campo. Come cambia la professione? Certe categorie e distinzioni valgono ancora?

“Come dicevo sopra il confine è davvero molto labile. Oggi il “news making” è un’attività trasversale: gli uffici stampa, le media relations costruiscono eventi che si incrociano con le tecniche di “news marketing”. In questo nuovo mondo chi sceglie davvero che cosa mettere in pagina? E chi è davvero il giornalista che detta l’agenda dei fatti da seguire? Fin quando il rispetto e la sacralità della notizia prevalgono non credo che ci si possa meravigliare di quanto accade. Soprattutto perché bisogna innalzare la soglia della correttezza e della trasparenza dei ruoli. La deontologia è la vera battaglia di sempre. Si può essere ottimi comunicatori e ottimi giornalisti, rispettando ruoli e competenze. Se questo non accade, tutto diventa opinabile e prima di tutto molto, molto triste. Perché nessuno sarà più credibile fino in fondo. Come di fatto in larga parte sta succedendo…”.

lunedì 29 settembre 2008

Arnaldo,che vigliaccata

Hanno picchiato Arnaldo Capezzuto, a Pianura, Napoli. E' un cronista di Epolis: lui racconta quel che vede e per questo viene malmenato dai manifestanti.
Mi chiedo se le ragioni di chi protesta a volte anche in maniera sacrosanta, non diventino meno comprensibili dopo un fatto come questo.
Un abbraccio ad Arnaldo.

sabato 27 settembre 2008

Giancarlo




23 settembre 1985


ventitrè anni fa moriva Giancarlo Siani


giornalista precario

giovedì 25 settembre 2008

Rai, concorso e assunzioni:parla Verna (Usigrai)


Carlo Verna , segretario Usigrai (nella foto accanto è con Maradona), ci spiega qualcosa sulle nuove assunzioni alla Rai.

-La settimana prossima le prime assunzioni per le Morning news ai tg regionali Rai, quindi restano esclusi i trentunenni?


“ Le prime assunzioni dovrebbero poter essere effettuate al piu' presto Le ultime valutazioni sono in corso. Dopo il 30 settembre si decidera' se e' necessario riaprire l' iniziativa di reperimento, elevando magari anche l' eta'”.


-Ci sono ricorsi al Tar, le selezioni rischiano di essere annullate in una fase successiva?


“ Non so se esistano ricorsi al Tar, mi risulta , pero' , che in un 'occasione con notevoli analogie il Consiglio di Stato ha sentenziato che su questioni del genere,riguardanti la Rai,non vi e' competenza giurisdizionale amministrativa”.


-I maligni dicono: l'Usigrai ha ottenuto i "bacini" per stabilizzare i precari storici e ha lasciato all'azienda mano libera sulle modalità per i bandi per le nuove selezioni. Solo malignità?


“ E' vero il contrario, l' obiettivo era costituito da modalita' trasparenti di reperimento, ma prima andavano date doverosamente certezze ai precari. Noi abbiamo impedito le chiamate dirette, cosi' di fatto affievolendo l'art. 6 del Direttore, che , pero' , aveva diritto ad indicare almeno i requisiti. A giudizio del sindacato, ed e' a verbale, troppo rigorosi. Ma ripeto, rispetto alle previsioni contrattuali molto e' stato tolto al responsabile della testata, e l'accordo collettivo che la Fnsi ha sottoscritto non puo' essere disatteso. Ne' mi pare che le trattative in corso con la Fieg riguardino una compressione dei poteri del Direttore. D'altra parte con l'attuale differenziale tra numeri Ordine e numeri Inpgi ( ovvero tra iscritti e occupati) o limiti in partenza la possibilita' di partecipare o non hai il tempo per valutare in maniera seria tutti coloro che aspirano”.



mercoledì 24 settembre 2008

Corecom, fumata nera

Il consiglio regionale della Campania rinvia la discussione sul Corecom, la maggioranza del consiglio in particolare ragiona su nomi, possibilità e opportunità. In attesa della "rimessa a punto" dell'argomento, il totonomi impazza. Dopo l'irpino Norberto Vitale, uscente, ci sarebbe in corsa Gianni Festa, ex inviato del Mattino, oggi a capo di un quotidiano locale ad Avellino.

Concorso Rai, la strada olimpica

Altro che precari, altro che concorsi, altro che bacini... per la Rai
il modello Granbassi è quello vincente

martedì 23 settembre 2008

Epolis, crisi bis

Un secondo stop in pochi mesi per Epolis, il quotidiano senza redazione, senza sedi locali, che pure esiste. Al di là dei limiti che derivano da un sistema organizzativo inedito come quello di Epolis, c'è da dire che i risultati sul piano della gestione sono stati ancora una volta deficitari. I giornalisti hanno accettato, con le difficoltà e le contraddizioni che la gestione di un quotidiano come Epolis richiede, la sfida di un giornale siffatto. Ora si attendono risposte un po' più concrete dagli editori - che per ora si sono distinti per un continuo, deludente stop and go -.
In bocca al lupo ai colleghi di Epolis.